Come alcuni di voi ricorderanno, a breve partiro’ alla volta delle repubbliche baltiche.
Come mio solito (si’, lo so, fa molto rag. Filini
), in questi giorni ho contattato via mail i vari alberghi/ostelli in cui alloggeremo: sia per assicurarmi che la prenotazione sia ok, sia per avvisarne alcuni che arriveremo in tarda serata.
- Hotel estone: contattato alle 10.32, ricevuto risposta alle 10.35 (3′).
- Ostello finlandese: contattato alle 10.45, mail di risposta ricevuta alle 10.54 (9′).
- Hotel lettone: contattato alle 10.52, ricevuto risposta alle 12.23 (1h e 31′).
Gentili, professionali, veloci: in poco piu’ di 1h e 1/2 (ed in due casi praticamente in tempo reale!) sono stato tranquillizzato che tutto e’ ok.
Normale, direte voi? Non in Italia, ovviamente
Un caro amico sta organizzando per venirmi a trovare a fine giugno, andiamo a vedere il risultato delle sue email.
- Primo B&B… 1 giorno abbondante per rispondergli “spiacente, siamo pieni”.
- Secondo B&B… 4 giorni (!!!) per avere la risposta negativa di cui sopra.
- Terzo B&B… 3 giorni (!!!) ma, per lo meno, in quest’ultimo caso l’attesa non e’ stata vana: stanza prenotata.
- Primo B&B: a distanza di otto-giorni-otto gli riscrive per dirgli che si e’ liberata una doppia uso singola.
Non trovate ’strano’ che, nonostante le bellezze naturali del Bel Paese, i turisti disertino sempre piu’ l’italico stivale?
Ovviamente sono ironico
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In campagna elettorale, si sa, le promesse si sprecano: meno tasse, piu’ posti di lavoro, piu’ sicurezza, migliorie alla sanita’, meno digital divide.
La crisi, si sa, aguzza l’ingegno e Starbucks, la piu’ famosa catena USA di ‘caffetterie’, non fa eccezione.
Anche in Italia? Domanda retorica (purtroppo!)
Crisi, siamo in crisi.
Si’, che avanza e si deteriora come resti di cibo abbandonati
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