La rivoluzione digitale e’ veramente iniziata se anche un grande giornale come il New York Times decide di chiudere la sezione a pagamento del suo giornale on line e di fornire accesso a tutte le pagine del giornale digitale in forma gratuita.
Da un lato, la storica testata rinuncia a degli introiti che si aggirano intorno ai 10milioni di dollari l’anno, dall’altro, oltre a fornire un valido servizio agli utenti, libera l’informazione da ogni forma di pagamento e direziona i suoi introiti sulla pubblicita’.
Le dichiarazioni del vice presidente della testata, fanno intendere che cosi’ facendo il NYT prevede di aumentare drasticamente gli introiti della vendita di spazi pubblicitari su internet e di superare ampiamente il mancato guadagno derivante dagli abbonamenti in poco tempo.
La rivoluzione e’ inziata come dicevamo poiche’ anche i grandi colossi (forti del ‘google pensiero’) si buttano sulla pubblicita’ on line che rende tanto, e permette di fare numeri da capogiro.
Anche da noi, presto avremo queste ‘rivoluzioni’ a favore dei cittadini e di un’informazione un po’ meno controllata.
Il problema nostrano e’ che siamo indietro, terribilmente indietro.
I grandi giornali, Repubblica.it e Corriere.it tengono ancora ferme le posizioni su ampi spazi a pagamento ed Il Giornale di Belpietro, ha appena rinnovato grafica e contenuti strombazzando a destra ed a manca che c’e’ tutta una sezione nuova a pagamento.
Che bell’italia!
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