
Oggi e’ un brutto giorno per la democrazia: l’ennesimo tentativo di scandaloitaliano di fare luce sulla questione italia.it e’ fallito miseramente, data la risposta negativa della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Per chi non avesse seguito le vicende del “portalone del turismo”, fortemente voluto dal precedente Governo (e fortemente lodato da quello attuale) per far conoscere le bellezze della Penisola al di la’ dei confini nazionali, riassumo brevemente.
L’idea del portale del turismo e’ del 2004 quando, per promuovere l’Italia in ambito turistico, vennero stanziati 45 milioni di euro. Di questi circa 10 (poco meno di 20 miliardi delle vecchie lire!) vennero utilizzati per lo sviluppo del portale in questione. Sviluppo che, a detta di molti webmaster, sarebbe dovuto costare (a voler esagerare!) alcune decine di migliaia di euro.
Di fronte a questo scandalo in molti non si sono limitati a brontolare (diffuso passatempo nazionale) ma, come appunto i gestori di scandaloitaliano, si sono attivati per cercare di far chiarezza su come i soldi pubblici di cui sopra sono stati spesi, con tanto di petizione online firmata anche dal sottoscritto.
Risultato? Non ci e’ dato sapere. Soldi nostri, versati con il regolare pagamento delle tante imposte, vengono utilizzati “in un qualche modo” ed il cittadino non ha il diritto di sapere (la prima immagine che mi viene in mente e’ quella di un muro di gomma, ma questa e’ un’altra storia).
Paga e taci!
Questa si’ che e’ democrazia. Se poi la paragoniamo alla monarchia inglese dove, da alcuni anni, la Corona ha il dovere di pubblicare via web il rendiconto annuo delle spese sostenute (ndr che ammontano alla meta’ delle spese dei nostri Governi), ci rendiamo di quanto siamo indietro: non soltanto a livello informatico, ma anche a livello di civilta’.
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October 16th, 2007 at 3:31 pm
sul “chi siamo” del sito italia.it leggiamo che e’ un’iniziativa “sviluppata con il supporto operativo di Innovazione Italia S.p.A. e dal raggruppamento temporaneo di imprese selezionato per la fornitura, composto da IBM Italia S.P.A, ITS S.p.A e Tiscover AG“.
per forza sono uscite cifre del genere: con imprese elefantiache del genere! non dico di affidare l’appalto a ditte casalinghe ma nemmeno si possono incaricare contemporaneamente 3 colossi concorrenti tra loro di sviluppare -suppongo- ognuno un pezzo del progetto, il tutto coordinato da un’azienda nata per “l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A., strumentale alla realizzazione dei programmi del Governo relativi allo sviluppo della Società dell’Informazione e al piano di e-government.“. ricorda quel “Ministero per l’Attuazione del Programma di Governo” che fa tanto incazzare Grillo… lol!!
October 16th, 2007 at 3:40 pm
attenzione: stando a quanto dichiarato dall’ing. Roberto Falavolti (A.D. d’Innovazione Italia) in realta’ il sito in se’ e’ costato “8 milioni più IVA … destinati alla progettazione, realizzazione e gestione operativa del Portale Italia.it, con acquisizione di un primo set di contenuti, pubblicazione degli stessi in 8 lingue, connettività, gestione tecnica, assistenza e manutenzione del sistema per 2 anni (e dopo?) mentre:
Un importo pari a € 25.000.000 è destinato a cofinanziare progetti, da definire e condurre con le Regioni e con le amministrazioni locali, finalizzati a produrre, adattare, tradurre e aggiornare contenuti digitali di interesse turistico per la promozione del territorio e delle sue iniziative attraverso il portale cioe’ 25 milioni per decidere cosa pubblicare…
Il budget di € 20.000.000 è stato in parte impiegato per lo studio di fattibilità, compreso un benchmark internazionale e la preparazione della gara d’appalto cioe’ 20 milioni per le prove tecniche
fonte: http://www.marketinginformatico.com/www_italia_it.php