Il decalogo del vincente e del perdente mette in evidenza le differenze tra due diversi modi di vivere e di affrontare problemi e situazioni. In particolare dal paragone in oggetto s’evince quanto segue:
Un vincente vede l’opportunita’ in ogni difficoltà, un perdente vede la difficolta’ in ogni opportunita’.
Ed in ambito IT l’Italia come si pone? Vincente o perdente?
Non preoccupatevi, non vi sto chiedendo di esprimere un giudizio: la domanda e’ retorica, l’azzurra Italia e’ perdente!
Alcune settimane fa, infatti, diversi giornali pubblicarono il solito articolo allarmista sui pericoli del web, questa volta tacciato di minare le basi (ndr almeno fosse cosi’!) del sistema scolastico italiano. Gia’ perche’, secondo giornalisti ed opinionisti, i ragazzi ormai non eseguono piu’ le ricerche nel modo classico, ossia sui tavoli delle biblioteche, sommersi di volumi e tomi polverosi, ma, semplicemente, accendono il PC, lanciano il browser e digitano www.wikipedia.org.
Milioni di lemmi e di schede a portata di click, mai nella storia dell’uomo la Conoscenza e’ stata cosi’ vasta e cosi’ facilmente raggiungibile.
Siamo pronti a gridare al miracolo ed a liberarci definitivamente dagli Scriba d’Egitto?
Certo che no, almeno non in Italia. In Italia siamo pronti a lamentarci, del resto la lamentela sterile cui non segue una parallela azione sembra essere lo sport nazionale.
Contrariamente al nostro perdente modo di fare, una professoressa americana, Marta Groom, ha pensato bene di allearsi con Wikipedia e di sfidare i propri studenti a scrivere alcune pagine della enciclopedia libera, travasando in essa le conoscenze acquisite durante lo studio, naturalmente con tutte le verifiche del caso.
“Se non posso batterla tanto vale farmela amica” avra’ pensato la docente. Del resto come darle torto: lottare contro il nuovo che avanza, ovvero contro la tendenza dei ragazzi ad aiutarsi nei compiti navigando in internet, e’ come battersi contro i mulini a vento.
Oltre che assurdo dal momento che iniziative governative quali “Vai con Internet” e “PC alle famiglie” ed il successivo “Vola con internet” dimostrano la bonta’ della rete come strumento di studio.
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