Nov 29

foto by Mac SteveBarcellona, Dream Hostel. Chiedo alla reception se le quattro postazioni informatiche a disposizione dei clienti (ndr macchine dotate di OS Ubuntu) sono dotate di collegamento internet e’ se la connessione e’ gratuita.
“Certamente” mi risponde la ragazza al desk, non solo: se ho il mio notebook posso collegarmi wifi.

Ringrazio e, siccome ho ridotto al minimo il bagaglio (Ryanair’ rules), usufruisco di una delle 4 postazioni per controllare la posta.

Usciamo e, nel pomeriggio, ci rifugiamo da StarBucks per riposarci. Inutile ricordarvi che la piu’ grande catena internazionale di caffe’ offre connessione wifi ai propri clienti (la password d’accesso viene fornita al cliente stampata sullo scontrino fiscale).

Andiamo per negozi: i Grandi Magazzini di offrono a loro volta connettivita’ gratuita a mezzo di hot spot wifi.

Non ho con me una periferica wifi (purtroppo!) ma, vedendo l’andazzo, posso tranquillamente dedurre che a Barcellona gli hot spot gratuiti siano davvero tanti.

In Italia, come ben sapete, non solo gli hot spot sono numericamente inesistenti, ma la loro diffusione e’ ostacolata dal decreto Pisanu.

Del resto come dargli torto: gli hot spot spagnoli hanno contribuito al verificarsi di decine, centinaia, migliaia di attentati (ndr si’, sono ironico!).

Pisanu & co. sono come quelle mamme apprensive che, per paura che il loro bambino cada vittima d’un efferato delitto (remota probabilita’) lo tengono sotto una campana di vetro, impedendogli di sperimentare, provare, imparare, crescere. Generando cosi’ in lui centinaia di fisime (certezza!) che lo ostacoleranno (e non poco!) nella vita.

Per paura del terrorismo (remota probabilita’) il precedente e l’attuale Governo stanno in questo modo contrastando (certezza!) le nostre possibilita’ di crescita socio-economica.

Nov 27

Barcelona metro mapOgni volta che assisto alla cosa rimango spaesato, confuso, il cervello che (quasi) non riesce ad accettare quello che gli occhi stanno vedendo: persone che parlano al cellulare dentro la metropolitana!

No, niente miracolo, siamo all’estero! Parigi, Stoccolma, Barcellona: i telefonini squillano, le persone rispondono, parlano, comunicano, aspettando il loro treno. Chiacchierano ANCHE in treno, sintomo evidente d’una ricezione bella forte.

Per me, cittadino del Bel Paese, la scena sembra impossibile.
SMS, MMS, inutili e (spesso) fastidiose suonerie: a questo servono o, meglio, per questo vengono utilizzati i cellulari in Italia.
Prezzi stracciati per l’hardware, ma servizi venduti a caro prezzo (un esempio su tutti? Il BlackBerry). Al punto che i modelli stra-fighi, messi (ovviamente) in bella mostra, restano silenziosi per mancanza di credito.

All’estero e’ l’esatto contrario. Ho visto cellulari di amici (Svedesi) tenuti insieme con nastro isolante ed elastici, modelli di almeno 2 anni fa (orrore!) che ricevono/trasmettono in continuazione. Vengono usati, insomma, per quello che sono stati ideati: per parlare, per comunicare, per unire le persone.
E non per ascoltare musica, guardare video, giocare, … isolarsi!

Anche e soprattutto in metro’, dove alcune fermate periferiche possono mettere a disagio se frequentate in determinate ore della notte. Sapere di avere in tasca un telefono che, anche in galleria, e’ in grado di chiedere aiuto mette tranquillita’.

E se tranquillita’ e’ una sensazione che ben si associa al concetto di casa, e’ strano (e per certi aspetti triste) per un italiano sentirsi a casa all’estero.

Nov 22

logo zopaCome preannunciato anche zopa sbarca nel belpaese.

Da qualche tempo infatti, dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie il p2p del prestito è operante anche in italia.

Il concetto se ricordate e’ molto semplice: qualcuno che ha denaro in eccesso lo presta a chi ne ha bisogno.

Se fate un prestito per piu’ di 500 euro poi, ottenete un frazionamento del rischio (il vostro denaro viene prestato a piu’ richiedenti) e potete persino arrivare ad ottenere tassi di rendimento intorno al 7% (non male!!)

Tutto garantito da societa’ che danno un rating al richiedente, un’assicurazionie e costi commissioni sia per il ‘prestante’ che per il ‘richiedente’ assolutamente eque e basse.

Banche attente: il p2p minaccia anche voi! E i risparmiatori che fanno?

Beh, il nostro consiglio e’ spassionato: fate come gli inglesi che hanno fatto di zopa un sito di successo.

;)

Nov 19

Wi-fi zoneLa CBS Corporation ha annunciato nei giorni scorsi la creazione di una WLAN gratuita ad alta velocita’ nella Midtown di Manhattan, NY.

Traduzione? Chiunque sia da quelle parti con un dispositivo portatile puo’ collegarsi alla rete CBS e godere dei servizi offerti dal web: controllare la posta, pubblicare on line le proprie foto, chiamare in VoIP, cercare l’indirizzo di un ristorante, … insomma essere “always on.

E con l’evoluzione delle periferiche mobili non stiamo piu’ parlando soltanto di notebook, ma anche di palmari e smartphone. Se fino a pochi mesi fa, infatti, la connessione wi-fi era retaggio dei soli computer portatili, oggi anche “semplici” cellulari permettono di collegarsi ad un hot-spot: Nokia serie E, Nokia serie N (a partire dai modelli del secondo semestre 2007); HTC (la maggior parte); alcuni Samsung (SGH-I620); il Sony Ericsson P990i; …

Con applicazioni come Fring che portano il VoIP sui cellulari, inoltre, trovarsi a Manhattan e fare una chiamata “urbana” ad amici e/o parenti diventa un gioco da ragazzi.

Un gioco a cui, come sempre, siamo destinati a rinunciare a causa dell’anacronistico decreto Pisanu sugli hot spot gratuiti.

Nov 14

Google girlEbbene si’, lo ammetto: ho appositamente utilizzato l’immagine di una bella donna per distrarvi dalla brutta notizia di oggi (e dai, non prendetevela: Panorama lo fa ormai da decenni!).

Dicevo, la brutta notizia quotidiana: Google ha rilasciato (gratuitamente) l’SDK, ovvero il kit con cui gli sviluppatori potranno creare applicativi da integrare in Adroid, la piattaforma open source per cellulari di Google.

Dove sta la brutta notizia?

Presto detto: per incentivare gli sviluppatori ad utilizzare il suo SDK e, coerentemente con la sua politica, per spronare le menti brillanti, Google ha lanciato l’Android Developer Challege, ovvero una sfida mondiale che premiera’ i programmatori piu’ capaci.

I premi? Denaro sonante: 10 milioni di dollari (poco meno di 7 milioni di euro) che, come spiega Punto Informatico, verranno distribuiti tra chi realizzera’ le migliori applicazioni per la nuova piattaforma.

Lo so, lo so, siete ancora li’ a chiedervi: “Dov’e’ la cattiva notizia?”.

Eccola: l’Iitalia sara’ esclusa dalla competizione. Gia’ perche’ “speciali autorizzazioni ministeriali” richieste nel Bel Paese rendono la vita difficile a chi organizza simili manifestazioni.

I programmatori italiani, quindi, per quanto abili e capaci non potranno ne’ dimostrare di esserlo ne’, tanto meno, cercare di accaparrarsi parte del montepremi.

E, leggendo la lista dei Paesi esclusi dal challenge, capirete meglio il titolo del mio post: Italia, Cuba, Iran, Siria, Nord Corea, Sudan, Burma (Myanmar) e Quebec.

:(

Nov 13

Riaa against ComonismPremetto che, una volta tanto, la cattiva notizia di oggi non viene dall’Italia ma da Oltreoceano. Ma dal momento che, dal 1945 a oggi, l’Italia segue gli Stati Uniti scodinzolando, ho paura che (ben presto) il problema potrebbe diventare “nostro”.

Dopo aver sparato nel mucchio per mesi denunciando (anche) bambini, casalinghe, mamme, pensionati, … prosegue la caccia alle streghe della RIAA nei confronti del P2P.

A chi e’ toccato questa volta? Alle Universita’ Americane che, se non interromperanno l’utilizzo di programmi P2P all’interno dei loro Campus, si vedranno decurtati i finanziamenti federali.

La liberta’ della rete viene cosi’ minata nel suo cuore: quei centri studenteschi da sempre fucina d’idee anti-liberali.

Del resto, si sa, la RIAA e la (parallela) italica SIAE hanno tutto l’interesse a tagliare i fondi pro-studio.

Perche’? Perche’, cosi’ facendo, limiteranno il sapere, dando vita a generazioni di zombie-consumatori privi d’intelletto.

Del resto se tutti noi ragionassimo con la nostra testa e riflettessimo a fondo sulla tassa RIAA/SIAE, capiremmo ben presto si tratta di un furto legalizzato.

Andiamo al cinema a vedere un film (ndr chi scarica film illegali va al cinema piu’ spesso!) e, naturalmente, nella quota del biglietto e’ compresa una percentuale che stiamo versando al cantante di turno (diciamo Madonna) che ha contribuito alla colonna sonora.

Il film ci e’ piaciuto cosi’ tanto che, 3 mesi dopo, lo affittiamo in DVD: il noleggio comprende una quota da destinare a Madonna.

E due.

La canzone principale del film e’ cosi’ bella da diventare un tormentone: al centro commerciale ce la ritroviamo come sottofondo della nostra spesa. Il supermercato versa i diritti SIAE a Madonna e, naturalmente, spalma il costo di tali diritti sui prodotti che noi acquistiamo.

E tre.

Facendo la spesa, infatti, stiamo (per la terza volta!) versando soldi nelle casse di Madonna.

E sempre per lo stesso prodotto!

Cinema, radio, centri commerciali ci hanno fatto il lavaggio del cervello: l’hit di Madonna dev’essere nostro.

Lo scarichiamo “illegalmente” e…bang: siamo dei pirati.

Secondo RIAA/SIAE, infatti, avremmo dovuto pagare ancora una volta per un prodotto che abbiamo gia’ abbondantemente pagato.

Sicuri che i pirati siamo noi?

Nov 09

Logo wimaxPochi giorni fa la notizia che, per quanto riguarda l’accesso ai servizi internet, l’Italia e’ 8 anni in ritardo rispetto agli Stati Uniti.

Oggi la notizia che, procedendo di questo passo, il gap con i Paesi sviluppati (a cui, in ambito IT, l’Italia non appartiene di certo!) e’ destinato ad aumentare.

Gia’ perche’ la zona ancor priva di copertura ADSL di cui si parla oggi non e’ tra le “solite” sfortunate (logisticamente parlando) regioni: Sardegna, Molise, Umbria, …

La regione di cui si parla oggi e’ la Toscana, una regione notoriamente ricca ed al tempo stesso non penalizzata, anzi, a livello geografico. Eppure sono ancora molti i cittadini toscani a non poter godere della banda larga. Situazione resa ancor piu’ difficile dalla martellante pubblicita’ che, quotidianamente, invade i nostri teleschermi.

Del resto gia’ da anni lo Stato e, soprattutto, le compagnie telefoniche guardano solo e soltanto al mero guadagno. Che oggigiorno l’ADSL rappresenti quello che e’ stato il telefono nei decenni passati, ovvero un servizio di pubblica utilita’, e’ indubbio, almeno agli occhi degli utenti. Purtroppo la cosa non e’ altrettanto evidente all’erogatore del servizio.

Se da un lato la politica del guadagno e’ piu’ che comprensibile (sono il primo a sostenere che un’azienda non puo’ permettersi di fallire per fare solidarieta’), e’ altrettanto vero che, quando si parla di macro-economia, bisogna effettuare un’analisi costi-benefici che vada ben oltre i “conti della serva”.

Alla Telecom, invece, ormai da anni fanno proprio questi tipi di conti.

Il paesino di 3.400 abitanti e’ meno appetibile, in cifre, di quello da 5.500 e, per questo, gli viene negato l’accesso alla banda larga. Al paese piu’ popolato, invece, l’accesso viene garantito, indipendentemente dal fatto che il 75% dei suoi abitanti siano anziani e non sappiano che farsene dell’ADSL. Il servizio verrebbe, al contrario, certamente apprezzato dai giovani del primo paese: oltre il 50% della popolazione!

Per chi non e’ abituato a “fare di calcolo”: nel primo paese la popolazione e’ costituita da oltre 1.700 giovani; nel secondo, invece, i giovani sono soltanto 1.375.

E, badate bene, non sto dando i numeri, ma sto parlando di situazioni reali che si sono venute a verificare nei paesi dell’hinterland pavese.

Rodney's Search Widget plugged in.