3 telefona in VoIP Il digital divide e’ morto…W il digital divide
Nov 07

Poker virtualeDue notizie di stamane illustrano alla perfezione (purtroppo!) qual’e’ la “politica internet” perseguita dai Governi nostrani.

La prima notizia riguarda una stima sui “netcitizens” americani, stima secondo la quale il 79% degli adulti (ovvero 4 persone su 5) si collega quotidianamente ad internet per godere dei servizi offerti dal web.

Secondo lo stesso studio, nel Bel Paese la percentuale dei netcitizens scende drasticamente al 48%, ovvero al livello in cui si trovavano gli Stati Uniti 8 anni fa!

La seconda notizia (a mio avviso ancor piu’ preoccupante della precedente) riguarda il via libera ai “giochi d’abilita’ virtuali” che possono prevedere vincite in denaro. Per farla breve una sorta di video-poker da giocare standosene comodamente in panciolle sfruttando la connessione di casa.

Senza soffermaci sui problemi economico-psichici che tali giochi introducono nella societa’ (e, soprattutto, senza soffermarci sul fatto che con il via libera a tali giochi e’, di fatto, lo Stato ad introdurre tali problemi), proviamo a mettere in relazione tra loro le due notizie.

Cosa se ne deduce? Che, come sempre, quando si tratta di prendere (il 3% delle giocate) lo Stato Italiano e’ ben propenso a contribuire alla rivoluzione digitale. Quando si tratta di dare (annullare il digital divide, operare affinche’ le tariffe degli abbonamenti ADSL siano in linea con quelle degli altri Stati Europei, favorire la diffusione di hot-spot wifi, eccetera) il braccio dello Stato diventa immediatamente ed improvvisamente corto.

Ed in base alla stima della Harris Interactive (ancora una volta purtroppo!) i risultati di questa politica si vedono.

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