Nov 27

Barcelona metro mapOgni volta che assisto alla cosa rimango spaesato, confuso, il cervello che (quasi) non riesce ad accettare quello che gli occhi stanno vedendo: persone che parlano al cellulare dentro la metropolitana!

No, niente miracolo, siamo all’estero! Parigi, Stoccolma, Barcellona: i telefonini squillano, le persone rispondono, parlano, comunicano, aspettando il loro treno. Chiacchierano ANCHE in treno, sintomo evidente d’una ricezione bella forte.

Per me, cittadino del Bel Paese, la scena sembra impossibile.
SMS, MMS, inutili e (spesso) fastidiose suonerie: a questo servono o, meglio, per questo vengono utilizzati i cellulari in Italia.
Prezzi stracciati per l’hardware, ma servizi venduti a caro prezzo (un esempio su tutti? Il BlackBerry). Al punto che i modelli stra-fighi, messi (ovviamente) in bella mostra, restano silenziosi per mancanza di credito.

All’estero e’ l’esatto contrario. Ho visto cellulari di amici (Svedesi) tenuti insieme con nastro isolante ed elastici, modelli di almeno 2 anni fa (orrore!) che ricevono/trasmettono in continuazione. Vengono usati, insomma, per quello che sono stati ideati: per parlare, per comunicare, per unire le persone.
E non per ascoltare musica, guardare video, giocare, … isolarsi!

Anche e soprattutto in metro’, dove alcune fermate periferiche possono mettere a disagio se frequentate in determinate ore della notte. Sapere di avere in tasca un telefono che, anche in galleria, e’ in grado di chiedere aiuto mette tranquillita’.

E se tranquillita’ e’ una sensazione che ben si associa al concetto di casa, e’ strano (e per certi aspetti triste) per un italiano sentirsi a casa all’estero.

Rodney's Search Widget plugged in.