Barcellona, Dream Hostel. Chiedo alla reception se le quattro postazioni informatiche a disposizione dei clienti (ndr macchine dotate di OS Ubuntu) sono dotate di collegamento internet e’ se la connessione e’ gratuita.
“Certamente” mi risponde la ragazza al desk, non solo: se ho il mio notebook posso collegarmi wifi.
Ringrazio e, siccome ho ridotto al minimo il bagaglio (Ryanair’ rules), usufruisco di una delle 4 postazioni per controllare la posta.
Usciamo e, nel pomeriggio, ci rifugiamo da StarBucks per riposarci. Inutile ricordarvi che la piu’ grande catena internazionale di caffe’ offre connessione wifi ai propri clienti (la password d’accesso viene fornita al cliente stampata sullo scontrino fiscale).
Andiamo per negozi: i Grandi Magazzini di offrono a loro volta connettivita’ gratuita a mezzo di hot spot wifi.
Non ho con me una periferica wifi (purtroppo!) ma, vedendo l’andazzo, posso tranquillamente dedurre che a Barcellona gli hot spot gratuiti siano davvero tanti.
In Italia, come ben sapete, non solo gli hot spot sono numericamente inesistenti, ma la loro diffusione e’ ostacolata dal decreto Pisanu.
Del resto come dargli torto: gli hot spot spagnoli hanno contribuito al verificarsi di decine, centinaia, migliaia di attentati (ndr si’, sono ironico!).
Pisanu & co. sono come quelle mamme apprensive che, per paura che il loro bambino cada vittima d’un efferato delitto (remota probabilita’) lo tengono sotto una campana di vetro, impedendogli di sperimentare, provare, imparare, crescere. Generando cosi’ in lui centinaia di fisime (certezza!) che lo ostacoleranno (e non poco!) nella vita.
Per paura del terrorismo (remota probabilita’) il precedente e l’attuale Governo stanno in questo modo contrastando (certezza!) le nostre possibilita’ di crescita socio-economica.
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