May 31

La FoneraForse non se ne avra’ a male Obama per la presa in prestito del suo slogan, ma sono veramente entusiasto della mia Fonera .

Per l’ufficio di Vilnius ho comperato a pochi spiccioli la piccola ’scatola di sigarette’ (perche’ e’ grossa uguale) che fa da router wi-fi .

Piccola, elegante, funziona bene.

Arrivato il pacco dopo circa 3 settimane di attesa, attacco subito la fonera allo switch dell’ufficio.

Attimo di panico. Si accende ma non funziona. No problem, un volantino scritto in inglese e spagnolo ti avverte: la fonera una volta agganciata al router od allo switch ci mette circa mezz’ora per autoconfigurarsi ed autoaggiornarsi .

Si, avete capito bene.

Poi, dopo che tutto e’ ok, si resetta, e vi trovate 2 reti wi-fi una “interna” per cosi’ dire, privata, solo per voi in dhcp o con ip fissi, e una aperta, “esterna” per i foneros che volessero agganciarvicisi.

Bello, tutto per 15 euro piu’ o meno… Direi che e’ un ottimo affare se volete avere il wi-fi per un ufficio o per casa senza che vi costi un occhio della testa. Ah, dimenticavo, il sistema operativo caricato e’ linux-based , e chi si iscrive al movimento fon, puo’ navigare utilizzando gli hot-spot degli altri foneros in giro per il mondo .

Take care! e fatelo anche voi.

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Apr 06

Google girlE’ di non tanto tempo fa’ la notizia che Google ha partecipato all’asta (senza peraltro vincerla) per accaparrarsi delle licenze televisive.

Oddio anche Google TV adesso? No, niente di tutto cio’.

L’idea e’ gia’ stata ribattezzate wi-fi 2.0

La pensata nascerebbe dal passaggio dei programmi televisivi dalle consuete onde VHF e UHF al Digitale Terrestre, che dovrebbe essere ultimato negli USA nel mese di febbraio 2009: anche di fronte agli interrogativi legati alle interferenze, Google si dice certa di poter risolvere il problema in un modo o nell’altro, forte dell’appoggio di altre 2 grandi compagnie come Dell e Microsoft.

I vantaggi portati dall’attuazione dell’idea sarebbero innanzitutto quello di garantire un livello di raggiungibilita’ dalla banda larga a grandissima parte del territorio, problema che ancora affligge diverse realta’ come per esempio quella italiana, oltre ad un sensibile incremento della banda stessa disponibile per le comunicazioni, visto che si parla di Gbit/s invece dei Mbit/s ai quali ormai siamo abituati.

Nonostante si tratti per ora solo di un progetto in stato embrionale, Google ha dichiarato di essere al lavoro sulla creazione di dispositivi in grado di trasmettere dati sulle onde TV, il che lascia pensare soprattutto ad una versione apposita di Android: possiamo star certi che in futuro sentiremo altre notizie in merito.

Stay tuned, vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

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Dec 27

Trastevere wifi badge

…un grande passo per gli italiani.

Scusate se ho tristemente parafrasato una cosi’ celebre frase, ma (purtroppo) in Italia anche il piu’ piccolo passo fa gridare al miracolo, data l’immobilita’ cui ci costringe la nostra esagerata ed assurda burocrazia.

Per farla breve, come da immagine, FON ha deciso di traghettarci verso il “futuro”, iniziando dal cuore della nostra capitale: Trastevere.

L’iniziativa prevede la possibilita’, per gli esercizi locali ed i residenti, di condividere la propria connessione unendosi al Movimento FON, creando cosi’ il primo Quartiere Fonero di Roma: Trastevere, appunto.

In questo modo un quartiere gia’ noto ai turisti per le sue viuzze caratteristiche, i vecchi edifici dai colori vivaci, i suoi ristorantini e le sue osterie, offre loro un ulteriore (ed al giorno d’oggi indispensabile) servizio: il wifi.

Che, in ambito wifi, qualcosa si muova anche nel Bel Paese e’ certamente cosa buona e giusta, che la spinta all’innovazione venga dall’esterno e’, purtroppo, triste (per la serie “sad but true“).

P.S. per avere maggiori info sull’iniziativa, cliccate sull’immagine.

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Dec 04

Hotspot logoDa tempo ci lamentiamo del Decreto Pisanu e, soprattutto, delle nefaste conseguenze che ha avuto sullo sviluppo del wifi in Italia.

Imporre al gestore dell’hotspot l’obbligo di registrazione degli utenti tramite l’iscrizione ad un apposito registro, con tanto di fotocopia d’un documento d’identita’, ha scoraggiato i piu’ ad allestire wlan aperte. Cosa che ha comportato una perdita di servizi (pensate, per esempio, al settore turistico) per l’utente finale, con conseguente retrocessione del Bel Paese in ambito IT.

Nelle scorse ore, pero’ le cose sono (forse) cambiate (e sottolineo “forse” perche’, purtroppo, in Italia quando c’e’ di mezzo lo Stato non si e’ mai sicuri di niente). Dicevo: le cose sono cambiate, il Ministero dell’Interno ha infatti accettato l’autenticazione degli utenti via SMS o tramite carta di credito.

Tale scelta, pur non abbandonando la voglia di controllo “del Pisanu”, rende mooolto piu’ snella la procedura di registrazione, sgravando cosi’ l’eventuale gestore della wlan dagli attuali obblighi burocratici.

Ci auguriamo che questa mossa contribuisca a far fiorire in tutta Italia numerosi hotspot gratuiti, permettendo all’italico stivale di recuperare terreno nei confronti degli altri paesi europei in materia di wifi.

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Nov 09

Logo wimaxPochi giorni fa la notizia che, per quanto riguarda l’accesso ai servizi internet, l’Italia e’ 8 anni in ritardo rispetto agli Stati Uniti.

Oggi la notizia che, procedendo di questo passo, il gap con i Paesi sviluppati (a cui, in ambito IT, l’Italia non appartiene di certo!) e’ destinato ad aumentare.

Gia’ perche’ la zona ancor priva di copertura ADSL di cui si parla oggi non e’ tra le “solite” sfortunate (logisticamente parlando) regioni: Sardegna, Molise, Umbria, …

La regione di cui si parla oggi e’ la Toscana, una regione notoriamente ricca ed al tempo stesso non penalizzata, anzi, a livello geografico. Eppure sono ancora molti i cittadini toscani a non poter godere della banda larga. Situazione resa ancor piu’ difficile dalla martellante pubblicita’ che, quotidianamente, invade i nostri teleschermi.

Del resto gia’ da anni lo Stato e, soprattutto, le compagnie telefoniche guardano solo e soltanto al mero guadagno. Che oggigiorno l’ADSL rappresenti quello che e’ stato il telefono nei decenni passati, ovvero un servizio di pubblica utilita’, e’ indubbio, almeno agli occhi degli utenti. Purtroppo la cosa non e’ altrettanto evidente all’erogatore del servizio.

Se da un lato la politica del guadagno e’ piu’ che comprensibile (sono il primo a sostenere che un’azienda non puo’ permettersi di fallire per fare solidarieta’), e’ altrettanto vero che, quando si parla di macro-economia, bisogna effettuare un’analisi costi-benefici che vada ben oltre i “conti della serva”.

Alla Telecom, invece, ormai da anni fanno proprio questi tipi di conti.

Il paesino di 3.400 abitanti e’ meno appetibile, in cifre, di quello da 5.500 e, per questo, gli viene negato l’accesso alla banda larga. Al paese piu’ popolato, invece, l’accesso viene garantito, indipendentemente dal fatto che il 75% dei suoi abitanti siano anziani e non sappiano che farsene dell’ADSL. Il servizio verrebbe, al contrario, certamente apprezzato dai giovani del primo paese: oltre il 50% della popolazione!

Per chi non e’ abituato a “fare di calcolo”: nel primo paese la popolazione e’ costituita da oltre 1.700 giovani; nel secondo, invece, i giovani sono soltanto 1.375.

E, badate bene, non sto dando i numeri, ma sto parlando di situazioni reali che si sono venute a verificare nei paesi dell’hinterland pavese.

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Oct 29

Alice.itPensavate di esservi liberati di me e, soprattutto, della mia disavventura con la “signorina” alice?

A dire il vero lo pensavo anch’io :(

Invece sono di nuovo qui a parlarvi dell’epilogo (almeno spero) della mia tragicomica all’italiana.

Ci eravamo lasciati che, piu’ o meno, navigavo. Dopo qualche giorno il “piu’ o meno” e’ diventato sempre meno finche’ ho smesso di navigare del tutto.

Per la serie il troppo stroppia ho preso l’unica decisione possibile: lascio perdere la signorina alice. L’idea iniziale era quella di passare a quei due bei maschioni di Fiorello e Mike Bongiorno, con la loro “offerta cui non puoi rinunciare”.

Ci penso e ci ripenso e, siccome sono in affitto ed a breve dovro’ traslocare, maturo una decisione ancor piu’ drastica: chiudo la linea Telecom e mi organizzero’ per navigare via cellulare (o scheda 3).

Chiamo il 187 per conoscere la procedura da seguire:

Operatrice: “Vedo che lei ha gia’ aperto una richiesta di guasto alla linea ADSL. Non vuole aprirne un’altra?”

Io (trattenendomi dal gridarle nell’orecchio): “Guardi sono piu’ di 2 mesi che faccio richieste di guasto praticamente odierne: non avete risolto nulla“.

Operatrice: “Ok, non insisto. E’ solo che chiudendo il servizio “tutto incluso” prima del tempo dovra’ pagare una penale di 40,00 EURO“.

Io: “Guardi che in un mese col nuovo operatore ADSL ho gia’ ammortizzato la penale”.

Operatrice: “Ok, ok. Allora deve recarsi presso un punto 187, restituire il modem/router e l’Aladino VoIP e faxarci la ricevuta di avvenuta consegna. Quindi chiamarci e procedere telefonicamente alla chiusura”.

Stupidamente fiducioso nel prossimo (soprattutto quando il prossimo e’ un operatore del call center Telecom), metto modem e Aladino in macchina e mi reco presso un punto 187.

Arrivo al punto 187 e…sorpresa: i punti 187 non sono organizzati per ritirare i prodotti resi. Dovro’ spedire il tutto (naturalmente a mie spese) ad Asti. Mentre mi dice questo, la signora mi propone di lasciarle il nome ed un numero di cellulare cosi’ che, non appena la Telecom li rifornira’ dei modem wifi, potranno chiamarmi per consegnarmene uno funzionante. :|

“Pronto? C’e’ qualcuno?”, mi vien voglia di bussarle sulla testa. Le ho appena detto che voglio chiudere il contratto Telecom e lei cerca di rifilarmi il sesto modem/router Pirelli. Comunque, riflettendo sulla sua risposta fuori luogo, se ne deducono alcune interessanti osservazioni:

1) Il carrozzone Telecom e’ ormai totalmente distaccato dal suo prodotto. La mission aziendale e’ vendere-vendere-vendere, miope politica che ha portato al costante degrado del servizio offerto.

2) I modem wifi sono praticamente introvabili. Il che significa, ad ulteriore conferma dei miei pensieri, che i fantastici modem/router Pirelli hanno un tasso di malfunzionamento davvero elevato (nel mio caso il 100%!).

Torno a casa, chiamo il 187 e chiedo (nuovamente) all’operatrice la procedura da seguire per chiudere il contratto Telecom.

Operatrice: “Ma non glielo ha gia’ spiegato la mia collega?”

Io: “Certo, me l’hanno gia’ spiegato due sue colleghe. Il problema e’ che mi hanno detto cose totalmente diverse”.

Operatrice: “Ho capito: questa e’ la prova del nove” e, detto questo, mi conferma che dovro’ spedire il tutto al servizio clienti (che, visto il servizio offerto, credo che ormai coincida col servizio reclami).

Ed ora la ciliegina sulla torta. Mentre scrivevo questo post mi chiama il punto 187:
“Ci e’ appena arrivato un modem/router nero, quello che mi aveva tanto caldamente richiesto”.

AAAAARRRRGGGGGGHHHHHHH :(

Il fatidico modem “vela”, uno dei pochi modem/router di Telecom a funzionare egregiamente, quello che, in due punti 187 su due, m’avevano confermato non essere piu’ in produzione ne’ in circolazione: ora che decido di disdire il tutto, eccolo che arriva.

Non ho parole!

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Oct 10

Pirelli Gate 2+Oggi volevo parlarvi di tutt’altro.

Volevo parlarvi del sito del nuovo album dei Radiohead attualmente non raggiungibile per l’eccessiva mole di contatti (segno evidente del successo della loro iniziativa); oppure di come YouTube stia diventando il banco di prova di numerosi registi in erba (valido apporto delle nuove tecnologie alla lotta contro il nepotismo/clientelismo).

E invece no: sono ancora qui a parlarvi di alice.it (volutamente con la lettera minuscola!).

Perche’? Perche’ dopo le numerose disavventure delle settimane scorse, da ieri il mio modem (ndr il quinto difettoso su cinque!) ha iniziato a non funzionare a dovere: connessione a singhiozzo, VoIP random (nel senso che, inspiegabilmente, spegnendo e riaccendendo il modem/router alcune volte funziona ed altre no), connessione wifi impossibile.

Anche connettendomi tramite cavo di rete, la connessione non regge: dopo un paio di minuti di “normale” navigazione tutto si pianta.

Stamane chiamo il 187:

Operatore: “Buon giorno mi dica?”

Gli spiego per filo e per segno il problema, sorvolando soltanto sul fatto che non chiamo da casa ma dall’ufficio (memore di una delle tante risposte del call center Telecom: “Ma se lei non e’ a casa non possiamo fare le dovute prove”).

Operatore: “Adesso e’ connesso?”

Ricordandomi perfettamente d’aver spento il modem prima d’uscire di casa, rispondo negativamente

Operatore: “Lo puo’ collegare?”

“Certo” mento spudoratamente “Fatto: le lucine stanno lampeggiando”.

Operatore: “Si’, si’, ora lo vedo!”

:-O

“Ho anche capito qual’e’ il problema (?!?): la centralina non le invia l’IP e, quindi, il sistema non la riconosce. Risolvo io” e detto questo riattacca.

In pausa pranzo torno a casa e, wifi a parte, navigo.

Morale della favola?

I call center potrebbero risolvere un’infinita’ di problemi senza la marea di richieste assurde cui (a questo punto posso tranquillamente affermare) inutilmente ci sottopongono!

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Rodney's Search Widget plugged in.