Jul 01

eCommerceSecondo il Rapporto 2008 presentato ieri da Assinform, la maggior parte degli italiani non usa internet: il 56% contro il 40% della media europea.

Eppure, sempre secondo lo stesso rapporto, c’e’ un 9% di italiani che si posizionano ai primi posti in Europa per la capacita’ d’utilizzo della rete.

Com’e’ possibile questa contraddizione?

Personalmente non mi sorprendo piu’ di tanto, stiamo parlando dello stesso paese in cui, pochi anni fa, si gridava alla “scarsa lettura”. Gli italiani non leggono piu’, si sentiva tuonare da piu’ parti poi…poi sono usciti i Miti e, guarda caso, gli italiani hanno ripreso (in parte) a leggere. Strano, non trovate?

Naturalmente sono ironico, nel senso che, per chi e’ un accanito lettore come il sottoscritto, 18,00 € di libro (a volte pure con copertina morbida/economica!), che se va bene dura 10-15giorni, sono un po’ troppe.

Ma, per le case editrici che piangevano miseria, la colpa era, ovviamente, dei lettori. Del resto gettare la colpa dei propri errori sugli altri deve far parte (purtroppo!) dell’italico DNA!

E qual’e’ l’allarme di oggi? “Gli italiani non navigano” e, per questo, le “povere” imprese e le PMI non investono nell’IT, perche’ “tanto non c’e’ ritorno”.

Ma perche’, cari signori, non proviamo a girare la frittata? Ovvero: non vi viene il dubbio che gli italiani navigano poco proprio perche’ gli investimenti (e di conseguenza i servizi offerti) in ambito IT dalle imprese italiane sono a livelli da terzo mondo?

Meditate, gente, meditate!

Jun 12

Povera ItaliaLe notizie di questi giorni sono disarmanti!

Da un lato la realta’, ovvero la lettera di un lettore di Punto Informatico che racconta il suo esilio forzato a causa del cattivo stato di salute in cui versa l’IT nel Bel Paese; dall’altro gli argomenti all’ordine del giorno trattati dal nuovo governo (volutamente con la g minuscola!): il canone RAI, le frequenze di Rete 4 e, dulcis in fundo, la nuova legge sulle intercettazioni telefoniche.

Canone RAI, frequenze di Rete 4 ed intercettazioni telefoniche?!?!?

I reali problemi dell’Italia, non trovate? :(

Mar 11

Pubblichiamo una lodevole iniziativa (grazie Fabio per avercela fatta conoscere) di setteB.it: “voti di scambio” con chi promette di abolire la legge “anti-terrorismo” che (come piu’ volte detto nel nostro blog!) tarpa le ali al wireless in Italia.

Personalmente una “promessa” non mi basta: “la stima che molti di noi attribuiscono alla classe politica è ai minimi storiciproprio perche’ troppe sono state le promesse non mantenute :(

Comunque, ripeto, bell’iniziativa!

E siccome condividiamo con setteB.it (e con molti altri!) la voglia d’italici hot-spot gratuiti,  siamo piu’ che contenti di pubblicizzarla sulle pagine del nostro blog.

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setteB.IT presenta l’iniziativa “Vota il Wi-Fi” a tutti i candidati dei 177 movimenti politici.

Milano, 11 marzo 2008.

L’articolo 7 della legge del 31 luglio 2005, n. 155 “Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”, noto come “legge anti-terrorismo” o “decreto Pisanu” impedisce sul territorio italiano di usufruire in modo semplice delle reti senza fili per collegarsi ad Internet.

Nessun altro paese evoluto ha attuato misure di questo tipo, nemmeno quelli colpiti o minacciati più del nostro dal terrorismo, in Italia ci si deve muovere goffamente per riuscire ad offrire uno straccio di Wi-Fi nelle aree pubbliche.

Da oggi le liste dei candidati alle prossime elezioni politiche del 13/14 aprile sono pubbliche. L’esortazione di setteB.IT per tutti i partiti è: “fatevi avanti, promettete ai cittadini che eliminerete il decreto Pisanu, portando l’Italia ad un più alto livello tecnologico, mandateci una email e noi pubblicheremo i nomi dei politi che ci stanno”. I lettori sceglieranno.

Datene ampio risalto, tutti i dettagli qui http://www.setteb.it/content/view/3550

setteB.IT “la settimana digitale vista dall’utente mac” è una testata giornalistica online dal 2006, copre ogni notizia da e per il mondo Apple italiano oltre ad argomenti di alta tecnologia, come appunto la diffusione del Wi-Fi.

Per ulteriori informazioni: staff@setteb.it

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Pubblicato da docpap

Feb 20

Dollar's rollCarissimi lettori, sedetevi comodi e prendete la calcolatrice (od aprite un foglio di calcolo): oggi facciamo un po’ di conti.

E’ di stamane, infatti, la notizia che la CNIPA (Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione) ha indetto uno studio per capire se l’open source puo’ essere una soluzione adottabile dalla PA e, soprattutto, se tale adozione potrebbe garantire un risparmio reale per le casse dello Stato.

Ed ecco che qui interveniamo noi. In Italia ci sono circa 3 milioni e 200.000 dipendenti pubblici. Tralasciando gli insegnanti (poco piu’ di 60.000) e coloro che non siedono davanti ad un PC per adempiere al proprio dovere (facciamo 140.000), rimangono 3 milioni tondi tondi di dipendenti che necessitano del computer per lavorare.

Arrotondiamo per eccesso ed ipotizziamo che i dipendenti il cui lavoro consiste in videoscrittura (documenti, normative, studio e progettazione, …) e/o analisi (fogli di calcolo) siano “soltanto” 1 milione e 500.000 (anche se, personalmente, sono convinto che si tratti della maggior parte dei 3 milioni iniziali!).

Bene, dicevo, 1 milione e 500.000 impiegati che svolgono il loro lavoro grazie alla suite per uffici di Microsoft. Il filantropo Bill Gates e’ diventato tale non di certo per il buon cuore con cui rilascia i propri applicativi, anzi: una licenza (versione aggiornamento) Office 2007 Base Educational costa, infatti, 140,00 EURO.

Procediamo con i conti della serva? Bene, facciamo che, giustamente, a fronte dell’acquisto di 1 milione e 500.000 licenze, la Microsoft abbia fatto un po’ di sconto allo Stato Italiano. Diciamo, sempre per eccesso (per non dire: per assurdo!), il 90%. Ovvero: 126,00 EURO. Sconto che porta il costo di ogni singola licenza MS Office a 14,00 EURO.

Ed ora passiamo alla fase finale: 14,00 EURO x 1.500.000 = 21 milioni di euro, centesimo piu’ centesimo meno! :-O

40 miliardi delle vecchi lire (ogni 2-3 anni!) :-O

Soldi che, passando ad Open Office, verrebbero risparmiati in toto.

Certo, si tratterebbe di formare 1.500.000 dipendenti ad utilizzare gli stessi bottoni, le stesse funzioni, gli stessi comandi, gli stessi layout, le stesse opzioni, le stesse librerie, …

Forse sono giunto a conclusioni affrettate, forse e’ necessario fare una costosa ed impegnativa analisi conoscitiva per vedere se l’open source e’ in grado di far risparmiare le finanze pubbliche :(

Feb 19

Ireland three leaf clover…ma l’Italia lo e’ ancor di piu’ :(

Gia’ perche’ se e’ vero che anche in UK gli utenti che vogliono migrare da un fornitore di ADSL ad un altro hanno i loro bei grattacapi, e’ altrettanto vero che il Ministero della Giustizia Irlandese, preoccupato per il suo popolo ( :-O da italiano mi suona alquanto strano scrivere d’un Ministero che ha a cura gli interessi dei propri cittadini, quello della Giustizia poi!), ha promosso un’operazione per la sicurezza online su larga scala .

Soprattutto nei confronti di quelle persone che: per innocenza (i minori) o per ignoranza (gli anziani) sono maggiormente esposte al rischio.

Risultato? Un bel libretto che illustra con esempi grafici e linguaggio non tecnico (in puro stile anglosassone, ben lontano dal nostri formale, pomposo, e per nulla esplicativo, linguaggio retorico)  il concetto di social network ed i meccanismi di funzionamento del web 2.0.

Ed in Italia? Si salvi chi puo’ :(

Feb 14

Copertina quattroruoteCito da Wikipedia: “La libertà di stampa è una delle garanzie che un governo democratico, assieme agli organi di informazione (giornali, radio, televisioni, provider internet) dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l’esistenza di una stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente ai membri delle agenzie di giornalismo, ed alle loro pubblicazioni“.

Wikipedia fa bene a scrivere dovrebbe, soprattutto in Italia.

Ieri in Danimarca sono state arrestate alcune persone sospettate di studiare un piano per eliminare l’autore (il 73enne Kurt Westergaard) della controversa vignetta che raffigura Maometto con una bomba al posto del turbante. Vignetta che, dopo la sua prima comparsa (settembre 2005), aveva causato la reazione violenta (purtroppo non solo verbale!) dei mussulmani.

Oggi i principali quotidiani danesi hanno ripubblicato la vignetta incriminata, anche quelle testate che a suo tempo non la pubblicarono criticandola aspramente.

Il perche’ di questo gesto? Semplice: la fede nella liberta’ di stampa.

Bene, veniamo ai nostri prezzolati quotidiani: ricordate lo scandalo dei “consumi medi delle auto” di alcune settimane fa?

Quattroruote grido’ allo scandalo…soltanto dopo la denuncia dell’autorevole Autobild. E questo nonostante i lettori dell’italico giornale tempestassero ormai da anni la redazione, con SMS, email e tradizionali lettere, per sottolineare l’esistenza di questo problema.

A dire il vero il comportamento di Quattroruote e’ piu’ che comprensibile: “non si sputa nel piatto in cui si mangia“. Ed a giudicare dal rapporto pubblicita’/servizi e’ piu’ che evidente qual’e’ il piatto da cui trae nutrimento la rivista.

Quanto coraggio e quanta liberta’ di stampa nell’eroico Quattroruote e, piu’ in generale, nei giornali italiani, non trovate?

Feb 05

dominiChi s’avvicina per la prima volta al web con l’idea di aprire/creare un sito web si trova di fronte all’annoso dubbio: .it o .com (o . eu o .org o .net)?

Risposta: da evitare come la peste il .it.  Oltre alle motivazioni messe nero su bianco nel mio libro sulla comunicazione web, ieri ne ho scoperta un’altra.

Dovendo fare manutenzione al blog d’un cliente, infatti, mi sono trovato a modificare i DNS del suo dominio. Dopo aver cliccato su “applica le modifiche” la risposta del mantainer e’ stata la seguente:

Il cambio di DNS è stato effettuato. Attendere 48/72 ore affinche’ le modifiche si propaghino correttamente. Se hai cambiato DNS per un dominio .it, ricordati che nel fine settimana la Registration Authority italiana non è operativa quindi nel calcolo delle 48/72 ore va escluso il weekend“.

Ebbene si’, anche nel mondo virtuale, frenetico, globalizzato, i nostri cari burocrati il venerdi’ pomeriggio sera posano le loro penne/mouse sulla scrivania e, fino a lunedi’, chi s’e’ visto s’e’ visto.

Poco importa se il web non chiude mai e se, per un cliente, il tempo e’ denaro :(

Rodney's Search Widget plugged in.