Secondo il Rapporto 2008 presentato ieri da Assinform, la maggior parte degli italiani non usa internet: il 56% contro il 40% della media europea.
Eppure, sempre secondo lo stesso rapporto, c’e’ un 9% di italiani che si posizionano ai primi posti in Europa per la capacita’ d’utilizzo della rete.
Com’e’ possibile questa contraddizione?
Personalmente non mi sorprendo piu’ di tanto, stiamo parlando dello stesso paese in cui, pochi anni fa, si gridava alla “scarsa lettura”. Gli italiani non leggono piu’, si sentiva tuonare da piu’ parti poi…poi sono usciti i Miti e, guarda caso, gli italiani hanno ripreso (in parte) a leggere. Strano, non trovate?
Naturalmente sono ironico, nel senso che, per chi e’ un accanito lettore come il sottoscritto, 18,00 € di libro (a volte pure con copertina morbida/economica!), che se va bene dura 10-15giorni, sono un po’ troppe.
Ma, per le case editrici che piangevano miseria, la colpa era, ovviamente, dei lettori. Del resto gettare la colpa dei propri errori sugli altri deve far parte (purtroppo!) dell’italico DNA!
E qual’e’ l’allarme di oggi? “Gli italiani non navigano” e, per questo, le “povere” imprese e le PMI non investono nell’IT, perche’ “tanto non c’e’ ritorno”.
Ma perche’, cari signori, non proviamo a girare la frittata? Ovvero: non vi viene il dubbio che gli italiani navigano poco proprio perche’ gli investimenti (e di conseguenza i servizi offerti) in ambito IT dalle imprese italiane sono a livelli da terzo mondo?
Meditate, gente, meditate!
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Le notizie di questi giorni sono disarmanti!
Carissimi lettori, sedetevi comodi e prendete la calcolatrice (od aprite un foglio di calcolo): oggi facciamo un po’ di conti.
…ma l’Italia lo e’ ancor di piu’
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Chi s’avvicina per la prima volta al web con l’idea di aprire/creare un sito web si trova di fronte all’annoso dubbio: .it o .com (o . eu o .org o .net)?

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