Apr 06

Google girlE’ di non tanto tempo fa’ la notizia che Google ha partecipato all’asta (senza peraltro vincerla) per accaparrarsi delle licenze televisive.

Oddio anche Google TV adesso? No, niente di tutto cio’.

L’idea e’ gia’ stata ribattezzate wi-fi 2.0

La pensata nascerebbe dal passaggio dei programmi televisivi dalle consuete onde VHF e UHF al Digitale Terrestre, che dovrebbe essere ultimato negli USA nel mese di febbraio 2009: anche di fronte agli interrogativi legati alle interferenze, Google si dice certa di poter risolvere il problema in un modo o nell’altro, forte dell’appoggio di altre 2 grandi compagnie come Dell e Microsoft.

I vantaggi portati dall’attuazione dell’idea sarebbero innanzitutto quello di garantire un livello di raggiungibilita’ dalla banda larga a grandissima parte del territorio, problema che ancora affligge diverse realta’ come per esempio quella italiana, oltre ad un sensibile incremento della banda stessa disponibile per le comunicazioni, visto che si parla di Gbit/s invece dei Mbit/s ai quali ormai siamo abituati.

Nonostante si tratti per ora solo di un progetto in stato embrionale, Google ha dichiarato di essere al lavoro sulla creazione di dispositivi in grado di trasmettere dati sulle onde TV, il che lascia pensare soprattutto ad una versione apposita di Android: possiamo star certi che in futuro sentiremo altre notizie in merito.

Stay tuned, vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

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Feb 08

Logo corriere della seraA pochi mesi dalla notizia che il NYT ha “deciso di chiudere la propria sezione a pagamento della sua versione online e di fornire accesso a tutte le pagine del giornale digitale in forma gratuita”, in questi giorni e’ la volta del Corriere della Sera, che ha aperto a tutti i cybernaviganti il suo immenso archivio digitale.

D’ora in poi sara’, infatti, possibile accedere a circa 1 milione e 300.000 articoli: dal 2 gennaio 1992 ad oggi.

Che l’avvento di Google abbia rivoluzionato internet (in senso stretto) e l’intera industria dei mass media (in senso lato) e’ cosa risaputa. Ma stupisce (positivamente!) che, a diversi anni dal suo successo, le conseguenze della politica dei “Google Boys” ancora intervengano a migliorare il nostro mondo con cadenza (quasi) quotidiana.

Che il NYT (prima) ed il Corriere della Sera (poi) abbiano capito che il volume di traffico generato (alias numero di visitatori), unito ai banner pubblicitari “AdSense style”, sia una vera miniera d’oro e’, per l’utente finale, cosa buona e giusta.

Gia’ perche’ se internet e’ liberta’ d’informazione senza precedenti nella storia dell’uomo, oltre 1 milione di articoli che coprono 15 anni di vita nazionale/internazionale non possono che essere un’ulteriore iniezione vitaminica per il sapere dell’umanita’.

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Jan 29

Logo Google EarthEbbene si’, carissimi lettori, una volta tanto una buona notizia!

Laddove governi (volutamente con la lettera minuscola) e Guardia di Finanza non riescono ad arrivare, ecco farsi avanti Google Earth, nuovo paladino degli onesti contribuenti.

Gia’ perché la notizia di oggi e’ di quelle che dimostrano come, per quanto i burocrati e gli uomini di potere cerchino di mantenere lo status quo delle cose, l’Italia viene (suo malgrado!) trascinata per inerzia verso il futuro dalle innovazioni introdotte negli altri Paesi.

L’agenzia delle entrate di Pisa, infatti, grazie a Google Earth ha scovato alcuni imprenditori che, pur dichiarando al fisco entrate per piu’ di 3.000 euro (tremila euro all’anno :-O), avevano affari per oltre (in un caso) 60.000 euro d’imponibile.

Sono d’accordo con voi: ricorrere a Google Earth per scovare gli evasori e’ la dimostrazione che, nella lotta all’evasione, le Istituzioni hanno fallito.

Ma nel Bel Paese in cui tra Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia stradale, Digos, Nas, Ris, … a far rispettare la legge sono Striscia e Le Iene, ben venga un ulteriore aiuto dal web.

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Nov 14

Google girlEbbene si’, lo ammetto: ho appositamente utilizzato l’immagine di una bella donna per distrarvi dalla brutta notizia di oggi (e dai, non prendetevela: Panorama lo fa ormai da decenni!).

Dicevo, la brutta notizia quotidiana: Google ha rilasciato (gratuitamente) l’SDK, ovvero il kit con cui gli sviluppatori potranno creare applicativi da integrare in Adroid, la piattaforma open source per cellulari di Google.

Dove sta la brutta notizia?

Presto detto: per incentivare gli sviluppatori ad utilizzare il suo SDK e, coerentemente con la sua politica, per spronare le menti brillanti, Google ha lanciato l’Android Developer Challege, ovvero una sfida mondiale che premiera’ i programmatori piu’ capaci.

I premi? Denaro sonante: 10 milioni di dollari (poco meno di 7 milioni di euro) che, come spiega Punto Informatico, verranno distribuiti tra chi realizzera’ le migliori applicazioni per la nuova piattaforma.

Lo so, lo so, siete ancora li’ a chiedervi: “Dov’e’ la cattiva notizia?”.

Eccola: l’Iitalia sara’ esclusa dalla competizione. Gia’ perche’ “speciali autorizzazioni ministeriali” richieste nel Bel Paese rendono la vita difficile a chi organizza simili manifestazioni.

I programmatori italiani, quindi, per quanto abili e capaci non potranno ne’ dimostrare di esserlo ne’, tanto meno, cercare di accaparrarsi parte del montepremi.

E, leggendo la lista dei Paesi esclusi dal challenge, capirete meglio il titolo del mio post: Italia, Cuba, Iran, Siria, Nord Corea, Sudan, Burma (Myanmar) e Quebec.

:(

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Rodney's Search Widget plugged in.