Aug 21

iTunes logoForse ci siamo: l’annoso problema/lotta p2p vs. copyright sta per essere risolto. Come? Nel piu’ semplice e logico dei modi: con una tariffa flat che, a fronte del pagamento d’un canone fisso, permette all’utente il download illimitato di brani musicali.

E chi se non Steve Jobs, padre padrone di Apple, poteva proporre un simile servizio, destinato (finalmente!) a rivoluzionare le arcaiche regole della distribuzione musicale?

Ancora niente di sicuro (almeno fino a settembre), ma i rumors relativi al servizio di cui sopra iniziano ad essere sempre piu’  frequenti nel tam tam della rete.

Le cifre? Assolutamente abbordabili: 129 $ per 1 anno d’accesso ad uno dei piu’ grandi archivi musicali (ndr e non solo) del mondo. Calcolatrice alla mano, con poco meno di 7 euro al mese possiamo sbizzarrirci nel rimpinzare i nostri hard disk di ottima musica…..peccato che i rumors parlino di servizio disponibile per i soli residenti negli USA :(

Non disperiamo: si tratta comunque d’un ottimo inizio, destinato (si spera) a scardinare le anacronistiche, assurde e, permettetemi di aggiungere, ridicole regole SIAE.

Jul 21

FoxkehChe il browser Firefox sia un ottimo prodotto e’ un dato di fatto per una serie di motivi, dalla velocita’ alla sicurezza, dall’essere gratuito all’essere open source, ecc…

Possiamo affermare che un utente mediamente esperto preferisce utilizzare Firefox, mentre un utente meno attento utilizza Internet Explorer o Safari, anche solo per la comodita’ di averlo gia’ compreso nel sistema operativo? Credo di si’, senza offesa per nessuno.

Alla luce di quanto detto e approfittando del contatore di downloads del nuovo Firefox3, proviamo ad utilizzare il numero di downloads effettuati in una certa regione geografica come parametro indiretto per valutare il grado di esperienza degli abitanti di quella zona?

Allora facciamo questo calcolo per ogni Paese dell’Unione Europea, poi facciamo il rapporto tra i downloads di Firefox e il numero degli abitanti e stiliamo una classifica a partire dal Paese con maggior numero di downloads di Firefox per numero di abitanti. Le premesse non sono incoraggianti: gia’ l’anno scorso e anche all’inizio del 2008 il nostro Paese era tra gli ultimi posti in quanto a diffusione di Firefox. Oggi facciamo un esperimento sul campo, sono curioso di vedere cosa ne esce!

Paese Downloads Abitanti Rapporto
Lituania 424.374 3.436.561 12,35%
Lussemburgo 17.764 472.649 3,76%
Slovenia 70.343 2.077.070 3,39%
Finlandia 173.805 5.225.000 3,33%
Estonia 43.974 1.342.409 3,28%
Germania 2.466.910 82.438.000 2,99%
Svezia 247.588 9.082.995 2,73%
Austria 221.445 8.150.835 2,72%
Paesi Bassi 442.930 16.318.199 2,71%
Danimarca 140.331 5.475.791 2,56%
Irlanda 98.186 4.200.000 2,34%
Ungheria 225.824 10.076.518 2,24%
Bulgaria 165.764 7.973.673 2,08%
Polonia 799.448 38.626.349 2,07%
Regno Unito 1.198.993 60.609.155 1,98%
Lettonia 43.195 2.286.700 1,89%
Belgio 193.209 10.309.725 1,87%
Repubblica Ceca 184.153 10.264.212 1,79%
Spagna 824.561 46.063.511 1,79%
Malta 7.002 400.000 1,75%
Romania 329.930 21.537.563 1,53%
Francia 979.362 64.473.140 1,52%
Slovacchia 79.008 5.389.180 1,47%
Grecia 148.090 10.665.989 1,39%
Cipro 9.902 715.100 1,38%
Italia 763.062 59.619.290 1,28%
Portogallo 131.479 10.356.117 1,27%

N.B.: la fonte per il numero di abitanti di ogni Paese e’ Wikipedia, mentre quella per il numero di downloads e’ la pagina Spread Firefox. I valori presenti nella tabella sono stati rilevati il 21 Luglio 2008 intorno alle 11 di mattina: e’ ovvio che nel tempo questi numeri cambieranno, sara’ interessante verificare se cambiera’ il rapporto downloads/abitanti.

Qualche riflessione: quando avevo letto 763.062 downloads in Italia avevo immaginato che fosse un buon risultato, proprio per avere una conferma alla mia impressione ho pensato di compilare la classifica. Sono stato smentito clamorosamente! Penultimi su 27 Paesi, prima del Portogallo e dietro a Cipro, Malta, Romania, Bulgaria, tutti: che figuraccia!

Questo post e’ solo una tessera di un mosaico molto piu’ esteso che raffigura la situazione italiana per quanto riguarda la cultura, l’economia, l’aggiornamento, le infrastrutture, la competitivita’, l’istruzione ecc.

Non e’ forse il caso ormai di fare un po’ di sana autocritica e di svegliarci invece di sparare sempre a zero su chi in realta’ ci bagna il naso?

A proposito: se non l’avete ancora fatto, scaricate Firefox3!

May 13

Marco Travaglio - fonte formiche.netLa questione di Travaglio-Schifani mi porta a fare delle rifessioni che travalicano il giornalismo e arrivano alla questione di opportunismo.

Beppe Severgnini, amico di Travaglio e suo collega ai tempi di Montanelli, in una bella risposta sul Corriere ravvisa che, Travaglio spesso sia poco opportuno con le sui uscite e dice tra le altre cose:

Possiamo sempre dire quello che ci passa per la testa? Forse sì. Dobbiamo farlo? Marco, Beppe Grillo e Sabina Guzzanti pensano di sì. Io dico, invece, di no. Possiamo farlo (quindi, abbasso la censura); ma non DOBBIAMO farlo.

Ed ancora: “Quando parlo all’estero, ogni volta che nomino Berlusconi, devo ricordare che recentemente ha definito «eroe» un condannato per mafia (Mangano)? Posso farlo, se l’argomento è la criminalità organizzata o se mi rivolgono una domanda nel merito.
Ma Berlusconi ha fatto anche altre cose - per fortuna - ed esordire con una affermazione così, per quanto vera, sarebbe discutibile. L’uomo è stato votato dalla maggioranza dei miei concittadini, è il mio primo ministro: lo posso criticare, ma perché accanirmi ogni volta che vedo un microfono? Per lo stesso motivo un giornalista americano, anche se non ama Bush, non esordisce sempre citando il numero di morti in Iraq o gli amici in affari o i problemi con l’alcol in gioventù

Sara’. Ma la mia perplessita’ rimane: quando allora uno deve dire le cose che ritiene vere? quando non lo ascolta nessuno? Quando la tivu’ e’ spenta?

Faccio un parallelo con la mia professione: sono un consulente informatico e mi capita di avere clienti che mi dicono “ah, ma lei non e’ capace di gestire il cliente” semplicemente perche’ metto nero su
bianco o dico apertamente al cliente stesso che certe cose in informatica non si fanno e se si fanno si sbaglia. (spesso con eventi catastrofici come la perdita di dati importanti, e succede spesso.)

Eppure, il cliente mi paga per dirgli certe cose e pagandomi richiede lui stesso di dirgli la verita’. Dovrei mentirgli? Indorare la pillola? Usare un metodo piu’ persuasivo? Fare piu’ giri di parole? Gufare che perda i dati di cui non ha fatto il backup?

E se facessi cosi’, quale sarebbe la distinzione tra un buon ed un pessimo consulente? E’ questa la chiave per fare carriera? (o per avere tanti soldi?)

Sono molto, ma molto perplesso rispetto a certe affermazioni di opportunismo.

Forse se avessimo meno opportunisti, avremmo meno ipocriti e meno vigliacchi in giro.

Le societa’ ne trarrebbe indubbi vantaggi.

Rimane comunque sempre la domanda: ma quello che va’ dicendo Travaglio (citando un libro di Lirio Abbate) e’ vero o no? Insomma, in soldoni, Schifani e’ stato o no socio di questa gente? E che rapporti ha intrattenuto negli anni con loro e con i loro amici?

Al di la’ del contesto in cui sono state poste: sono domande inopportune?

May 05

EurosIn questi giorni dilaga la questione relativa alla dichiarazione dei redditi dei contribuenti italiani pubblicate, per scelta del Ministero delle Entrate, in rete.

Chi ha gridato allo scandalo, chi ha tacciato il vecchio Governo d’aiutare il crimine organizzato, chi si e’ appellato al Garante della privacy, chi, senza una sentenza in merito, afferma di voler chiedere un risarcimento allo Stato Italiano.

Tutto questo perche’? Perche’ e’ stato digitalizzato un servizio che, dal lontano 1973, e’ gia’ a disposizione di qualsiasi cittadino. Avete letto bene: chiunque puo’ recarsi presso lo sportello d’un qualsiasi Comune e chiedere di visionare la dichiarazione del sig. Tal dei Tali. Semplice, veloce e, soprattutto, legale.

Quello che, personalmente, mi sconcerta e’ la consuetudine tipica italiana di nascondere il piu’ possibile il reale guadagno, salvo poi manifestarlo (indirettamente) tramite gli acquisti/consumi (casa, auto, viaggi, cellulare, ADSL, Sky, …).

Perche’? Per un motivo molto semplice: la scarsa (per non dire nulla!) fiducia del cittadino nei confronti dello Stato-Padrone.

Eppure nei paesi civili (e sottolineo civili!) il proprio guadagno e’ la cartina di tornasole delle proprie capacita’ professionali: lavoro bene quindi guadagno. Perche’ nasconderlo? Forse perche’ il concetto di meritocrazia e’ qualcosa di sconosciuto o, peggio, di misterioso (e quindi pericoloso!) nel Bel Paese?

Qualunque sia il motivo, se la rete puo’ aiutarci nell’uscire dal baratro del principio del “vecchio mio” (leggasi clientelismo), dicevo se il web puo’ aiutarci a sconfiggere questa piaga sociale che sta pian piano affondando il Paese ben venga!

Apr 23

Skype logoBeata libera concorrenza e, soprattutto, beata globalizzazione.

Per quanto recalcitranti ed agguerrite, le lobby di potere italiane devono finalmente vedersela con la concorrenza vera, la globalizzazione, infatti, le sta traghettando verso un campo di gioco in cui le regole del nostro (patetico) cortiletto (monopolio Telecom, SIAE, canone RAI, …) non valgono.

Grazie alla concorrenza a, soprattutto, grazie all’avvento del VoIP, per esempio, le tariffe telefoniche ed i canoni di abbonamento ADSL sono crollati.

Non e’ raro, ormai, imbattersi in “super offerte” che propongono tariffe ADSL/voce flat per una manciata di euro.

Ed il VoIP che fa? Rimane a guardare?

Certo che no, perlomeno non Skype che, a sua volta, lancia tre piani flat:

  • Senza limiti Uno: chiamate verso i numeri di rete fissa di una nazione a scelta per 3,39 euro al mese.
  • Senza limiti Europa: chiamate verso i numeri fissi di 20 Paesi europei per 4,54 euro al mese.
  • Senza limiti Mondo: chiamate verso i numeri fissi di 34 Paesi nel mondo, per 10,29 euro al mese.

Che dire: “C’e’ vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti” (Henry Ford - 1863 – 1947).

Apr 06

Google girlE’ di non tanto tempo fa’ la notizia che Google ha partecipato all’asta (senza peraltro vincerla) per accaparrarsi delle licenze televisive.

Oddio anche Google TV adesso? No, niente di tutto cio’.

L’idea e’ gia’ stata ribattezzate wi-fi 2.0

La pensata nascerebbe dal passaggio dei programmi televisivi dalle consuete onde VHF e UHF al Digitale Terrestre, che dovrebbe essere ultimato negli USA nel mese di febbraio 2009: anche di fronte agli interrogativi legati alle interferenze, Google si dice certa di poter risolvere il problema in un modo o nell’altro, forte dell’appoggio di altre 2 grandi compagnie come Dell e Microsoft.

I vantaggi portati dall’attuazione dell’idea sarebbero innanzitutto quello di garantire un livello di raggiungibilita’ dalla banda larga a grandissima parte del territorio, problema che ancora affligge diverse realta’ come per esempio quella italiana, oltre ad un sensibile incremento della banda stessa disponibile per le comunicazioni, visto che si parla di Gbit/s invece dei Mbit/s ai quali ormai siamo abituati.

Nonostante si tratti per ora solo di un progetto in stato embrionale, Google ha dichiarato di essere al lavoro sulla creazione di dispositivi in grado di trasmettere dati sulle onde TV, il che lascia pensare soprattutto ad una versione apposita di Android: possiamo star certi che in futuro sentiremo altre notizie in merito.

Stay tuned, vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Mar 13

ps3Su PC World di questo mese, un lettore (Zuan) solleva un dubbio: “Come mai in Italia, a differenza del resto del mondo, la Play Station 3 sta vendendo molto bene rispetto a Wii e XBox 360?”.

Davide Pessach risponde con un’argomentazione piu’ che valida: l’espansione della libreria di titoli per PS3, sia in esclusiva (Unreal Tournament 3, Folklore, Ratchet & Clank, …), sia multipiattaforma (Call of Duty 4, Assanssin’s Creed, Rock Band, …).

Personalmente ritengo che le (reali) motivazioni siano altre ed in particolare la totale mancanza di senso critico e l’impermeabilita’ al cambiamento proprie di noi italiani. Sony o, meglio ancora, Play Station e’ per noi sinonimo di videogaming e, contro questa granitica convinzione, nulla possono ne’ l’innovativo sistema di controllo della Wii, ne’ le enormi potenzialita’ della 360.

Addirittura (e questa la dice tutta!) nulla puo’ il fatto che il suo prezzo sia il piu’ elevato tra le console di nuova generazione, in un paese in cui gli stipendi sono i piu’ bassi d’Europa!

Eppure basterebbe poco: un’occhiata al di la’ dei confini per vedere gli andamenti delle vendite e, soprattutto, per leggere le recensioni dei players di tutto il mondo.

Ma forse poco non e’ se, per farlo, bisogna:

1) conoscere l’inglese;

2) accettare l’idea che noi italiani non siamo ne’ piu’ furbi ne’ piu’ intelligenti degli altri (E vediamo bene dove ci sta portando questa stupida convinzione!).

Rodney's Search Widget plugged in.