Ieri mattina, facendo colazione, mi sono imbattuto in un paio d’articoli di Repubblica che la dicono lunga sulla considerazione dell’IT nel Bel Paese e, soprattutto, del livello (zero!) di conoscenza dell’IT di chi fa (dis)informazione.
Nel primo (ormai inmancabile) articolo si parlava della crisi/recessione:
-2% nel cunsumo di pane/pasta;
-2,2% nel settore vacanziero ( -6% se si prendono in considerazione i soli alberghi di lusso);
-50% nell’acquisto dei condizionatori;
eccetera.
Poche pagine dopo ed ecco Ferdinando Giugliano parlarci della crisi dell’home video, negativamente capeggiata da Blockbuster, in procinto di chiudere una ventina di punti vendita; centinaia i posti di lavoro a rischio. Il colpevole della crisi? Il web ed il p2p, naturalmente!
Gli italiani non hanno piu’ soldi, stanno tagliando i fondi per pane e pasta (leggasi “stringere la cinta”), non vanno in vacanza ma secondo Giugliano…la crisi dell’home video non e’ di certo da attribuirsi alla crisi/recessione mondiale, certo che no, ma al web.
Cattivo, cattivo web!
Certo, direte voi, una persona dotata d’un minimo di logica capirebbe da se’ che la crisi di Blockbuster non e’ altro che la naturale evoluzione degli eventi: crisi economica = tagli alle spese futili.
Ma siamo sicuri che, in Italia, il lettore medio della carta stampata sia dotato di senso critico?
Pubblicato da
Ci aggiungiamo a
Finalmente, dopo anni di battaglie senza esclusione di colpi, la 

Commenti recenti