Aug 10

Down chartIeri mattina, facendo colazione, mi sono imbattuto in un paio d’articoli di Repubblica che la dicono lunga sulla considerazione dell’IT nel Bel Paese e, soprattutto, del livello (zero!) di conoscenza dell’IT di chi fa (dis)informazione.

Nel primo (ormai inmancabile) articolo si parlava della crisi/recessione:

-2% nel cunsumo di pane/pasta;

-2,2% nel settore vacanziero ( -6% se si prendono in considerazione i soli alberghi di lusso);

-50% nell’acquisto dei condizionatori;

eccetera.

Poche pagine dopo ed ecco Ferdinando Giugliano parlarci della crisi dell’home video, negativamente capeggiata da Blockbuster, in procinto di chiudere una ventina di punti vendita; centinaia i posti di lavoro a rischio. Il colpevole della crisi? Il web ed il p2p, naturalmente!

Gli italiani non hanno piu’ soldi, stanno tagliando i fondi per pane e pasta (leggasi “stringere la cinta”), non vanno in vacanza ma secondo Giugliano…la crisi dell’home video non e’ di certo da attribuirsi alla crisi/recessione mondiale, certo che no, ma al web.

Cattivo, cattivo web!

Certo, direte voi, una persona dotata d’un minimo di logica capirebbe da se’ che la crisi di Blockbuster non e’ altro che la naturale evoluzione degli eventi: crisi economica = tagli alle spese futili.

Ma siamo sicuri che, in Italia, il lettore medio della carta stampata sia dotato di senso critico?

Jul 24

il webAdoro la rete!

E’ sufficiente che un servizio/social network prenda piede che, senza inutile burocrazia, immediatamente nascono attorno ad esso decine, centinaia, migliaia di servizi paralleli, che ne favoriscono il funzionamento e la crescita.

Alcuni esempi? eBay e’ piena di venditori che offrono kit per la spedizione dei propri oggetti, ovvero: nastro da pacco, carta da imballaggio, buste imbottite, etichette adesive. E ancora: manuali per diventare Power Seller; fogli di calcolo per conoscere al centesimo tariffe d’inserzione, di vendita, di spedizione; …

Attorno a WordPress orbitano numerosi grafici che vendono i loro “wordpress themes”, ovvero layouts personalizzati per il proprio blog. E ancora sistemisti che gestiscono la parte tecnica di uno o piu’ blog, cosi’ che il cyber-giornalista di turno possa dedicarsi in toto alla stesura dei posts, senza minimamente preoccuparsi di capire il funzionamnto della piattaforma informatica.

E potrei andare avanti per ore: per quanto piangano (lacrime da coccodrillo!) le majors discografiche, lo nascita degli mp3 ha contribuito allo sviluppo di lettori mp3, di autoradio mp3, di oggetti di culto quali l’iPod; la pirateria video-ludica ha permesso una diffusione senza precedenti delle console (con buona pace ed ampio guadagno delle aziende produttrici); cosi’ come la pirateria ai danni di Microsoft ha (quasi) permesso il realizzarsi del sogno di Bill Gates: “Un computer in ogni casa”.

Cambiano i lavori, prendono direzioni diverse i flussi di capitali, ma chi si aggiorna ed investe nell’IT e’, guarda caso, competitivo.

Ed in Italia?

Tutti, dai politici ai venditori ambulanti (allergici al rilascio dello scontrino fiscale), sono troppo occupati a farsi gli affari propri, senza capire che solamente la collaborazione genera un sviluppo tale per cui il conseguente benessere pro-capite e’ nettamente superiore a quello generato dall’individualismo (il dilemma del prigioniero docet).

Jul 01

eCommerceSecondo il Rapporto 2008 presentato ieri da Assinform, la maggior parte degli italiani non usa internet: il 56% contro il 40% della media europea.

Eppure, sempre secondo lo stesso rapporto, c’e’ un 9% di italiani che si posizionano ai primi posti in Europa per la capacita’ d’utilizzo della rete.

Com’e’ possibile questa contraddizione?

Personalmente non mi sorprendo piu’ di tanto, stiamo parlando dello stesso paese in cui, pochi anni fa, si gridava alla “scarsa lettura”. Gli italiani non leggono piu’, si sentiva tuonare da piu’ parti poi…poi sono usciti i Miti e, guarda caso, gli italiani hanno ripreso (in parte) a leggere. Strano, non trovate?

Naturalmente sono ironico, nel senso che, per chi e’ un accanito lettore come il sottoscritto, 18,00 € di libro (a volte pure con copertina morbida/economica!), che se va bene dura 10-15giorni, sono un po’ troppe.

Ma, per le case editrici che piangevano miseria, la colpa era, ovviamente, dei lettori. Del resto gettare la colpa dei propri errori sugli altri deve far parte (purtroppo!) dell’italico DNA!

E qual’e’ l’allarme di oggi? “Gli italiani non navigano” e, per questo, le “povere” imprese e le PMI non investono nell’IT, perche’ “tanto non c’e’ ritorno”.

Ma perche’, cari signori, non proviamo a girare la frittata? Ovvero: non vi viene il dubbio che gli italiani navigano poco proprio perche’ gli investimenti (e di conseguenza i servizi offerti) in ambito IT dalle imprese italiane sono a livelli da terzo mondo?

Meditate, gente, meditate!

Jun 12

Povera ItaliaLe notizie di questi giorni sono disarmanti!

Da un lato la realta’, ovvero la lettera di un lettore di Punto Informatico che racconta il suo esilio forzato a causa del cattivo stato di salute in cui versa l’IT nel Bel Paese; dall’altro gli argomenti all’ordine del giorno trattati dal nuovo governo (volutamente con la g minuscola!): il canone RAI, le frequenze di Rete 4 e, dulcis in fundo, la nuova legge sulle intercettazioni telefoniche.

Canone RAI, frequenze di Rete 4 ed intercettazioni telefoniche?!?!?

I reali problemi dell’Italia, non trovate? :(

May 22

GTA logoCi risiamo: i perbenisti-moralisti-bigotti-bacchettoni (ed aggiungo ignoranti-in-materia) del Bel Paese si scagliano nuovamente contro un videogioco ritenuto eccessivamente violento e diseducativo.

Il gioco in questione e’ il quarto episodio della fortunata saga GTA, serie che, secondo i “Grandi Esperti” di cui sopra, rischia di corrompere i nostri innocenti ragazzini.

Partendo dal presupposto che, come sottolinea Punto Informatico, non esiste nessun autorevole studio che confermi la relazione causa-effetto tra un videogioco violento e la violenza adolescenziale, pensare ad un ragazzino di 9-10 anni che passa i suoi pomeriggi chiuso in casa (magari con le tapparelle abbassate per creare l’atmosfera) a sparare virtualmente ai poliziotti, onestamente, spaventa anche il sottoscritto. Ma cio’ che mi spaventa non e’, logicamente, GTA IV, quanto il fatto che i genitori del piccolo player utilizzino il PC come una moderna baby sitter, piazzando il bambino davanti al monitor e chi s’e’ visto s’e’ visto.

Atteggiamento, per altro, ridondante visto che i bambini di oggi vengono spesso lasciati soli anche davanti al teleschermo, bombardati d’immagini violente provenienti da ogni parte del mondo (compreso il nostro Parlamento alla caduta del precedente Governo).

Ed invece di puntare il dito al cuore del problema, ovvero i genitori “che-non-vogliono-menate”, si spara a zero sulla croce rossa, l’indifeso GTA IV.

Guido l’auto da quasi 17 anni, incidenti all’attivo? Zero! Multe prese? Zero! Eppure mi sono divertito come un matto a falciare vecchiette e spiaccicare pedoni in Carmageddon, un titolo a suo tempo “attaccato dalle pietre dei senza peccato”.

Sono ligio ai limiti di velocita’, rispetto le precedenze e la segnaletica varia, non effettuo sorpassi azzardati, sono tra i pochi che frenano (sempre!) in prossimita’ delle strisce pedonali per far attraversare i pedoni, eppure … eppure, ripeto, ho goduto come un pazzo nel falciare decine e decine di pedoni con la mia auto infernale.

Il tutto nella sicurezza del mondo virtuale.

La censura italiota non e’ abbastanza intelligente da capire quanto sopra.

Non solo, ma non e’ nemmeno abbastanza intelligente da capire che, nella rete, ogni tentativo di limitazione delle liberta’ individuali si risolve (fortunatamente!) in un nulla di fatto o, addirittura, in un effetto contrario. Quanti ragazzi, magari scarsamente interessati alla saga GTA, s’avvicineranno ad essa con morbosa curiosita’ in seguito all’anatema della Codacons?

Senza parlare del fatto che, nel caso (purtroppo non remoto in un paese come l’Italia) in cui le lamentele dei “Grandi Esperti” riuscissero nel loro intento, gli italici adolescenti, senza battere ciglio, si sposterebbero dagli scaffali del negozio a “quelli” del p2p, con un’evidente danno per il settore videoludico.

Rodney's Search Widget plugged in.