Ci risiamo: i perbenisti-moralisti-bigotti-bacchettoni (ed aggiungo ignoranti-in-materia) del Bel Paese si scagliano nuovamente contro un videogioco ritenuto eccessivamente violento e diseducativo.
Il gioco in questione e’ il quarto episodio della fortunata saga GTA, serie che, secondo i “Grandi Esperti” di cui sopra, rischia di corrompere i nostri innocenti ragazzini.
Partendo dal presupposto che, come sottolinea Punto Informatico, non esiste nessun autorevole studio che confermi la relazione causa-effetto tra un videogioco violento e la violenza adolescenziale, pensare ad un ragazzino di 9-10 anni che passa i suoi pomeriggi chiuso in casa (magari con le tapparelle abbassate per creare l’atmosfera) a sparare virtualmente ai poliziotti, onestamente, spaventa anche il sottoscritto. Ma cio’ che mi spaventa non e’, logicamente, GTA IV, quanto il fatto che i genitori del piccolo player utilizzino il PC come una moderna baby sitter, piazzando il bambino davanti al monitor e chi s’e’ visto s’e’ visto.
Atteggiamento, per altro, ridondante visto che i bambini di oggi vengono spesso lasciati soli anche davanti al teleschermo, bombardati d’immagini violente provenienti da ogni parte del mondo (compreso il nostro Parlamento alla caduta del precedente Governo).
Ed invece di puntare il dito al cuore del problema, ovvero i genitori “che-non-vogliono-menate”, si spara a zero sulla croce rossa, l’indifeso GTA IV.
Guido l’auto da quasi 17 anni, incidenti all’attivo? Zero! Multe prese? Zero! Eppure mi sono divertito come un matto a falciare vecchiette e spiaccicare pedoni in Carmageddon, un titolo a suo tempo “attaccato dalle pietre dei senza peccato”.
Sono ligio ai limiti di velocita’, rispetto le precedenze e la segnaletica varia, non effettuo sorpassi azzardati, sono tra i pochi che frenano (sempre!) in prossimita’ delle strisce pedonali per far attraversare i pedoni, eppure … eppure, ripeto, ho goduto come un pazzo nel falciare decine e decine di pedoni con la mia auto infernale.
Il tutto nella sicurezza del mondo virtuale.
La censura italiota non e’ abbastanza intelligente da capire quanto sopra.
Non solo, ma non e’ nemmeno abbastanza intelligente da capire che, nella rete, ogni tentativo di limitazione delle liberta’ individuali si risolve (fortunatamente!) in un nulla di fatto o, addirittura, in un effetto contrario. Quanti ragazzi, magari scarsamente interessati alla saga GTA, s’avvicineranno ad essa con morbosa curiosita’ in seguito all’anatema della Codacons?
Senza parlare del fatto che, nel caso (purtroppo non remoto in un paese come l’Italia) in cui le lamentele dei “Grandi Esperti” riuscissero nel loro intento, gli italici adolescenti, senza battere ciglio, si sposterebbero dagli scaffali del negozio a “quelli” del p2p, con un’evidente danno per il settore videoludico.
Pubblicato da docpap
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