Apr 19

Anche in Italia? Domanda retorica (purtroppo!) :(

Alcune settimane fa mi sono attivato per organizzare una vacanza fai da ta nelle repubbliche baltiche: ticket online tramite il sito della airBaltic e prenotazioni di hotel/ostelli sul portale booking.com.

Tutto sistemato, tutto organizzato.

Ieri sera m’e’ arrivata (in contemporanea via mail e SMS) una comunicazione dalla compagnia aerea di cui sopra con la quale mi si avvisava che il volo Vilnius - Milano e’ stato cancellato e di visitare un’apposita pagina web in cui accettare il nuovo piano di volo riservatomi.

Per farla breve: ad oltre un mese dalla partenza sono stato avvisato di un problema e della relativa soluzione, soluzione che, se di mio gradimento, potevo sottoscrivere con un semplice click.

Non solo: la compagnia m’avvisava inoltre che, nel caso avessi prenotato un ticket bus dalla citta’ all’aereoporto di Vilnius, la stampata della mail in oggetto bastava a garantirmi un passaggio sul pulman precedente: si sarebbero messi d’accordo direttamente tra AirBaltic e compagnia di trasporto su gomma.

‘nsomma nessun disservizio per il sottoscritto: tutto risolto con un click.

Inevitabile il confronto coil BelPaese dove l’esasperante burocrazie annulla i vantaggi che la rete potrebbe apportare. Esempi?

L’imbarazzo della scelta: dalla compilazione online del 730 che va comunque stampato ed inviato in formato cartaceo, alla cancellazione (alcuni mesi orsono) d’un volo da parte di Meridiana che, con la scusa che non aveva il numero di telefono della mia compagna, non s’e’ minimamente presa la briga di avvisarla se non all’arrivo in aereoporto.

Pessimismo e fastidio :(

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Mar 31

Crisi, siamo in crisi.

Tutto il mondo e’ in crisi: tagli alla IBM, tagli alla GM, tagli alla Microsoft; per non parlare delle numerose PMI che, soprattutto in Italia, falliscono miseramente giorno dopo giorno.

A leggere le cifre di questi giorni ci sarebbe di che buttarsi dalla finestra (se non fosse una vasistas in cui i miei 193 cm x 95 kg difficilmente passerebbero!).

E se, invece, non fosse cosi’? Se invece, una volta tanto, la parola ‘crisi’ non fosse nient’altro che quello che significa, ovvero cambiamento. Senza posticce connotazioni negative: crisis = cambiamento. Che puo’ essere in male, ma anche in bene.

Google e’ in procinto di tagliare circa 200 posti di lavoro: 100 in USA, i restanti 100 nel mondo. E’ un male?

Non necessariamente! Se andiamo a vedere il reparto in cui tali tagli verranno apportati leggiamo ‘Marketing & Sales’. Ovvero? Fronzoli!

Google non e’ l’iPod, non e’ diventato grande grazie al marketing. Google e’ diventato grande grazie al prodotto! Per anni a Mountain View ci si e’ concentrati solo e soltanto sul prodotto. E visti i risultati raggiunti non soltanto il prodotto era (ed e’!) valido, ma la scelta fatta si e’ rivelata vincente.

Dicevo: e se la crisi di questi mesi servisse (una volta per tutte) a spazzare via i venditori di fumo? Se servisse a gettar luce sulle (numerose!) ombre di chi parla parla parla e poco fa (ed ancor meno sa!)? E se la crisi ci riportasse ad un’economia sana in cui prodotto ed il relativo valore di mercato vanno di pari passo?

Non sarebbe male, non trovate? Soprattutto per la nostra italietta in cui troppo spesso i soldi pubblici (leggasi ‘i nostri soldi’!) vengono sperperati in inutili consulenze affidate al Dirett. Dott. Ing. Lup. Man. Pezz. Di Merd. che e’ tanto ma tanto bravo… a parole!

Come sempre, my two cents ;)

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Mar 03

Lupin III…anzi, no, sono pazzi questi italiani!

Gia’ perche’ la notizia di stamane e’ disarmante: ennesima truffa su eBay, ovvero telefonini di ultima generazione venduti ben al di sotto del prezzo di mercato. Risultato? Numerosi “boccaloni” caduti nella rete dei malintenzionati, a loro volta caduti nelle mani della Polizia Postale.

Nulla di nuovo sotto il sole, direte voi. Concordo, ma la notizia di stamane mi permette alcuni spunti:

1) dal lato degli (incauti) acquirenti: come sempre (purtroppo!) sono molti in Italia a credere che furbizia ed intelligenza siano sinonimi.

Cito da Punto Informatico: “Alcuni clienti, vista l’estrema convenienza dell’acquisto, avevano addirittura acquistato più cellulari per poi rivenderli ad un prezzo superiore“. Come ho gia’ avuto modo di dire alcune settimane fa: e’ giusto che i furbi, ovvero quelli che sognano i guadagni facili, senza sacrifici ne’ impegno, rimangano scottati;

2) dal lato dei (patetici) truffatori: come sempre (purtroppo!) sono molti in Italia a credere che furbizia ed intelligenza siano sinonimi.

Come dite? E’ la stessa riflessione che ho fatto per gli acquirenti? Ebbene (anzi purtroppo!) si’! Questi novelli Arsenio Lupin, infatti, si facevano pagare in…vaglia postali, recandosi belli belli all’incasso mostrando, udite udite, i loro documenti! :-O

Talmente intelligenti, pardon, furbi da non essersi nemmeno sbattuti per crearsi delle false generalita’!

Ci sarebbe da ridere…se non fossi italiano :(

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Feb 20

Dollar's rollCarissimi lettori, sedetevi comodi e prendete la calcolatrice (od aprite un foglio di calcolo): oggi facciamo un po’ di conti.

E’ di stamane, infatti, la notizia che la CNIPA (Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione) ha indetto uno studio per capire se l’open source puo’ essere una soluzione adottabile dalla PA e, soprattutto, se tale adozione potrebbe garantire un risparmio reale per le casse dello Stato.

Ed ecco che qui interveniamo noi. In Italia ci sono circa 3 milioni e 200.000 dipendenti pubblici. Tralasciando gli insegnanti (poco piu’ di 60.000) e coloro che non siedono davanti ad un PC per adempiere al proprio dovere (facciamo 140.000), rimangono 3 milioni tondi tondi di dipendenti che necessitano del computer per lavorare.

Arrotondiamo per eccesso ed ipotizziamo che i dipendenti il cui lavoro consiste in videoscrittura (documenti, normative, studio e progettazione, …) e/o analisi (fogli di calcolo) siano “soltanto” 1 milione e 500.000 (anche se, personalmente, sono convinto che si tratti della maggior parte dei 3 milioni iniziali!).

Bene, dicevo, 1 milione e 500.000 impiegati che svolgono il loro lavoro grazie alla suite per uffici di Microsoft. Il filantropo Bill Gates e’ diventato tale non di certo per il buon cuore con cui rilascia i propri applicativi, anzi: una licenza (versione aggiornamento) Office 2007 Base Educational costa, infatti, 140,00 EURO.

Procediamo con i conti della serva? Bene, facciamo che, giustamente, a fronte dell’acquisto di 1 milione e 500.000 licenze, la Microsoft abbia fatto un po’ di sconto allo Stato Italiano. Diciamo, sempre per eccesso (per non dire: per assurdo!), il 90%. Ovvero: 126,00 EURO. Sconto che porta il costo di ogni singola licenza MS Office a 14,00 EURO.

Ed ora passiamo alla fase finale: 14,00 EURO x 1.500.000 = 21 milioni di euro, centesimo piu’ centesimo meno! :-O

40 miliardi delle vecchi lire (ogni 2-3 anni!) :-O

Soldi che, passando ad Open Office, verrebbero risparmiati in toto.

Certo, si tratterebbe di formare 1.500.000 dipendenti ad utilizzare gli stessi bottoni, le stesse funzioni, gli stessi comandi, gli stessi layout, le stesse opzioni, le stesse librerie, …

Forse sono giunto a conclusioni affrettate, forse e’ necessario fare una costosa ed impegnativa analisi conoscitiva per vedere se l’open source e’ in grado di far risparmiare le finanze pubbliche :(

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Feb 11

PhishingDa sempre ultimi nelle classifiche relative all’utilizzo del PC e, soprattutto, di internet, gli italiani si sono da poco scoperti secondi in un’altra classifica del settore IT: quella legata alle truffe online.

Secondo un recente studio la seconda lingua piu’ utilizzata per le truffe informatiche e’, infatti, l’italiano.

Questa notizia ci permette alcune interessanti considerazioni.

La prima e’ che, data la scarsa conoscenza della lingua inglese entro i confini del Bel Paese, forse non e’ il caso di allarmarsi piu’ di tanto. Francesci, Tedeschi, Olandesi, … tutti parlano correttamente l’inglese, logico, quindi, che i crackers non perdano tempo a tradurre loro i messaggi truffaldini. Se, al contrario, non facessero quest’operazione, sarebbero ben pochi gli italiani a cadere nel loro tranello.

Soprassedendo a questa riflessione, ipotizziamo pure che gli italiani siano un popolo di “boccaloni”, facili preda dei malfattori telematici. Dopo anni in cui la televisione (Striscia la notizia docet), i giornali, le istituzioni, gli addetti ai lavori, … mettono in guardia l’utente dai rischi delle frodi online, il numero di creduloni e’ in costante crescita.

Qual’e’ la riflessione in questo caso? Che “chi e’ causa del suo mal pianga se’ stesso!

Gia’, perche’ in un Paese in cui troppo spesso la furbizia viene scambiata (a torto) per intelligenza, e’ giusto che i furbi, ovvero quelli che vogliono arricchirsi facilmente senza sacrifici ne’ impegno (ossia quelli che cadono nella trappola della mail “Dobbiamo trasferire tot milioni di dollari dal conto X al conto Y ma, per farlo, necessitiamo del suo aiuto. Ci mandi i suoi dati ed una percentuale del gruzzolo rimarra’ sul suo conto corrente“), dicevo e’ giusto che rimangano scottati.

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Jan 29

Logo Google EarthEbbene si’, carissimi lettori, una volta tanto una buona notizia!

Laddove governi (volutamente con la lettera minuscola) e Guardia di Finanza non riescono ad arrivare, ecco farsi avanti Google Earth, nuovo paladino degli onesti contribuenti.

Gia’ perché la notizia di oggi e’ di quelle che dimostrano come, per quanto i burocrati e gli uomini di potere cerchino di mantenere lo status quo delle cose, l’Italia viene (suo malgrado!) trascinata per inerzia verso il futuro dalle innovazioni introdotte negli altri Paesi.

L’agenzia delle entrate di Pisa, infatti, grazie a Google Earth ha scovato alcuni imprenditori che, pur dichiarando al fisco entrate per piu’ di 3.000 euro (tremila euro all’anno :-O), avevano affari per oltre (in un caso) 60.000 euro d’imponibile.

Sono d’accordo con voi: ricorrere a Google Earth per scovare gli evasori e’ la dimostrazione che, nella lotta all’evasione, le Istituzioni hanno fallito.

Ma nel Bel Paese in cui tra Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia stradale, Digos, Nas, Ris, … a far rispettare la legge sono Striscia e Le Iene, ben venga un ulteriore aiuto dal web.

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Dec 19

Logo ZopaCome promesso alcuni giorni fa, eccovi la seconda puntata della mia avventura in Zopa.

Attivato il mio account, stamane ho fatto la mia prima offerta come prestatore: 200,00 EURO (poca roba), che verranno immessi nel sistema sotto forma di 20 mini-prestiti da 10,00 EURO l’uno. Questo sistema di suddivisione del credito permette a Zopa di ridurre al minimo il rischio insolvenze: in UK “i Prestatori Zopa ad oggi (ndr dal 2005) hanno avuto solo lo 0,2% di insolvenza sul denaro prestato“.

Una volta fatta la prima richiesta, Zopa invia alla tua casella di posta elettronica il contratto “LenderToZopaContract” da sottoscrivere e restituire a mezzo fax/mail.

Stampato, firmato, invio e…durante la trasmissione della terza pagina (di 5) cade la linea. Riprovo: identico risultato.

Chiami allora l’efficientissimo call center: meno di 5” di musichetta ed una voce (assonnata) femminile mi risponde. Il problema di connessione e’ dovuto alla mole di richieste d’adesione che il servizio sta ricevendo in questi giorni.

Del resto c’era da aspettarselo, le offerte lanciate da Zopa in occasione del suo debutto in Italia sono mooolto allettanti:

  • i primi 400 Prestatori che fanno offerte trasferendo almeno 1.000 € su Zopa entro il 31.12.2007 non pagheranno a Zopa alcuna commissione. Per sempre (e sottolineo per sempre!);
  • chi trasferisce meno di 1.000 € entro il 31.12.2007 non paga commissioni per tutto il 2008;
  • il Richiedente che ottiene un prestito entro il 31.12.2007 non paga a Zopa la commissione sulla somma erogata.

Beh, ripeto, cos’aspettate ad aderire al servizio: chi tardi arriva…

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Rodney's Search Widget plugged in.