May 22

In campagna elettorale, si sa, le promesse si sprecano: meno tasse, piu’ posti di lavoro, piu’ sicurezza, migliorie alla sanita’, meno digital divide.

Poi (purtroppo sappiamo anche questo!), una volta belli comodi sui loro scrani, i politici (soprattutto i nostri!) si rimangiano quanto detto.

Fortunatamente (sfortunatamente per noi!) non tutto il mondo e’ paese. Ricordate le promesse elettorali di Obama? Investimenti (non meno di 2 miliardi di dollari!) nell’IT. Detto fatto: e’ notizia di oggi che la senatrice californiana Anna Eshoo ha presentato la proposta di coniugare manutenzione stradale e posa della fibra ottica. O meglio: posa delle canaline necessarie al passaggio di quest’ultima.

In questo modo, oltre ai minori costi per la societa’ (non sara’, infatti, necessario aprire/chiudere piu’ volte il manto stradale), aumenta la concorrenza, grazie al fatto che, eliminando i costi di posa, anche aziende dalle limitate risorse possono gettarsi a capofitto nella mischia. Un doppio vantaggio per i consumatori/cittadini, quindi!

E da noi? Ah gia’, da noi ci sono problemi ben piu’ importanti da risolvere: la malafemmena e le toghe cattive :(

Pubblicato da docpap

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Mar 31

Crisi, siamo in crisi.

Tutto il mondo e’ in crisi: tagli alla IBM, tagli alla GM, tagli alla Microsoft; per non parlare delle numerose PMI che, soprattutto in Italia, falliscono miseramente giorno dopo giorno.

A leggere le cifre di questi giorni ci sarebbe di che buttarsi dalla finestra (se non fosse una vasistas in cui i miei 193 cm x 95 kg difficilmente passerebbero!).

E se, invece, non fosse cosi’? Se invece, una volta tanto, la parola ‘crisi’ non fosse nient’altro che quello che significa, ovvero cambiamento. Senza posticce connotazioni negative: crisis = cambiamento. Che puo’ essere in male, ma anche in bene.

Google e’ in procinto di tagliare circa 200 posti di lavoro: 100 in USA, i restanti 100 nel mondo. E’ un male?

Non necessariamente! Se andiamo a vedere il reparto in cui tali tagli verranno apportati leggiamo ‘Marketing & Sales’. Ovvero? Fronzoli!

Google non e’ l’iPod, non e’ diventato grande grazie al marketing. Google e’ diventato grande grazie al prodotto! Per anni a Mountain View ci si e’ concentrati solo e soltanto sul prodotto. E visti i risultati raggiunti non soltanto il prodotto era (ed e’!) valido, ma la scelta fatta si e’ rivelata vincente.

Dicevo: e se la crisi di questi mesi servisse (una volta per tutte) a spazzare via i venditori di fumo? Se servisse a gettar luce sulle (numerose!) ombre di chi parla parla parla e poco fa (ed ancor meno sa!)? E se la crisi ci riportasse ad un’economia sana in cui prodotto ed il relativo valore di mercato vanno di pari passo?

Non sarebbe male, non trovate? Soprattutto per la nostra italietta in cui troppo spesso i soldi pubblici (leggasi ‘i nostri soldi’!) vengono sperperati in inutili consulenze affidate al Dirett. Dott. Ing. Lup. Man. Pezz. Di Merd. che e’ tanto ma tanto bravo… a parole!

Come sempre, my two cents ;)

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Feb 26

CI elettronicaSi’, che avanza e si deteriora come resti di cibo abbandonati :(

Leggetevi, infatti, quest’ottimo articolo di wired.it: “Il curioso caso della carta d’identita’ elettronica“.

Del resto la tavola ai vari AD e’ stata imbandita (con posate d’oro e portate pantagrueliche) coi nostri soldi… ma a noi, come sempre, restano solo le briciole (ed il conto da pagare, ovvio!).

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Feb 20

Dollar's rollCarissimi lettori, sedetevi comodi e prendete la calcolatrice (od aprite un foglio di calcolo): oggi facciamo un po’ di conti.

E’ di stamane, infatti, la notizia che la CNIPA (Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione) ha indetto uno studio per capire se l’open source puo’ essere una soluzione adottabile dalla PA e, soprattutto, se tale adozione potrebbe garantire un risparmio reale per le casse dello Stato.

Ed ecco che qui interveniamo noi. In Italia ci sono circa 3 milioni e 200.000 dipendenti pubblici. Tralasciando gli insegnanti (poco piu’ di 60.000) e coloro che non siedono davanti ad un PC per adempiere al proprio dovere (facciamo 140.000), rimangono 3 milioni tondi tondi di dipendenti che necessitano del computer per lavorare.

Arrotondiamo per eccesso ed ipotizziamo che i dipendenti il cui lavoro consiste in videoscrittura (documenti, normative, studio e progettazione, …) e/o analisi (fogli di calcolo) siano “soltanto” 1 milione e 500.000 (anche se, personalmente, sono convinto che si tratti della maggior parte dei 3 milioni iniziali!).

Bene, dicevo, 1 milione e 500.000 impiegati che svolgono il loro lavoro grazie alla suite per uffici di Microsoft. Il filantropo Bill Gates e’ diventato tale non di certo per il buon cuore con cui rilascia i propri applicativi, anzi: una licenza (versione aggiornamento) Office 2007 Base Educational costa, infatti, 140,00 EURO.

Procediamo con i conti della serva? Bene, facciamo che, giustamente, a fronte dell’acquisto di 1 milione e 500.000 licenze, la Microsoft abbia fatto un po’ di sconto allo Stato Italiano. Diciamo, sempre per eccesso (per non dire: per assurdo!), il 90%. Ovvero: 126,00 EURO. Sconto che porta il costo di ogni singola licenza MS Office a 14,00 EURO.

Ed ora passiamo alla fase finale: 14,00 EURO x 1.500.000 = 21 milioni di euro, centesimo piu’ centesimo meno! :-O

40 miliardi delle vecchi lire (ogni 2-3 anni!) :-O

Soldi che, passando ad Open Office, verrebbero risparmiati in toto.

Certo, si tratterebbe di formare 1.500.000 dipendenti ad utilizzare gli stessi bottoni, le stesse funzioni, gli stessi comandi, gli stessi layout, le stesse opzioni, le stesse librerie, …

Forse sono giunto a conclusioni affrettate, forse e’ necessario fare una costosa ed impegnativa analisi conoscitiva per vedere se l’open source e’ in grado di far risparmiare le finanze pubbliche :(

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Nov 07

Poker virtualeDue notizie di stamane illustrano alla perfezione (purtroppo!) qual’e’ la “politica internet” perseguita dai Governi nostrani.

La prima notizia riguarda una stima sui “netcitizens” americani, stima secondo la quale il 79% degli adulti (ovvero 4 persone su 5) si collega quotidianamente ad internet per godere dei servizi offerti dal web.

Secondo lo stesso studio, nel Bel Paese la percentuale dei netcitizens scende drasticamente al 48%, ovvero al livello in cui si trovavano gli Stati Uniti 8 anni fa!

La seconda notizia (a mio avviso ancor piu’ preoccupante della precedente) riguarda il via libera ai “giochi d’abilita’ virtuali” che possono prevedere vincite in denaro. Per farla breve una sorta di video-poker da giocare standosene comodamente in panciolle sfruttando la connessione di casa.

Senza soffermaci sui problemi economico-psichici che tali giochi introducono nella societa’ (e, soprattutto, senza soffermarci sul fatto che con il via libera a tali giochi e’, di fatto, lo Stato ad introdurre tali problemi), proviamo a mettere in relazione tra loro le due notizie.

Cosa se ne deduce? Che, come sempre, quando si tratta di prendere (il 3% delle giocate) lo Stato Italiano e’ ben propenso a contribuire alla rivoluzione digitale. Quando si tratta di dare (annullare il digital divide, operare affinche’ le tariffe degli abbonamenti ADSL siano in linea con quelle degli altri Stati Europei, favorire la diffusione di hot-spot wifi, eccetera) il braccio dello Stato diventa immediatamente ed improvvisamente corto.

Ed in base alla stima della Harris Interactive (ancora una volta purtroppo!) i risultati di questa politica si vedono.

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Oct 19

Il LeviatanoTi svegli la mattina, accendi la radio, ascolti un po’ di musica. Ti vien da sorridere a come la distribuzione dei contenuti audio stia evolvendo nell’era di internet e, pensando alla milanese downloaders.it, ti senti un po’ orgoglioso d’essere italiano.

Poi accendi il computer e, mentre fai colazione, leggi le notizie dei principali siti d’informazione IT: Rutelli si scaglia contro italia.it arrivando a dichiarare che, forse, e’ giunto il momento di chiudere il portalone del turismo; il bando per il wi-max viene (giustamente!) bloccato dal ricorso d’una societa’ (la MGM Production Group Srl) che non ci sta ai in Italia normali giochi di potere che assegnano le frequenze di questa tecnologia ai “soliti noti” ed infine, ciliegina sulla torta, scopri che l’attuale Governo, forse in preda ad un colpo di sole, in agosto ha presentato una proposta che, se dovesse diventare legge, costringera’ tutte ma proprio tutte le attivita’ web a registrarsi al “Registro degli operatori di Comunicazione” = burocrazia, procedure, SPESE!

Siamo alle solite: per un piccolo passo in avanti fatto nel settore IT (passo fatto, naturalmente, dalle PMI), assistiamo inermi a passi da gigante fatti dai nostri politici in direzione opposta.

Anche l’uscita di Rutelli, che potrebbe a prima vista apparire positiva, e’ in realta’ una presa per i fondelli bella e buona: dopo decine di miliardi spesi (come?!?) per lo sviluppo di italia.it, dopo aver chiuso la porta in faccia agli addetti ai lavori che chiedevano lumi sulla vicenda, dopo fiumi di parole (ed, insisto, di denaro pubblico) spese sull’argomento, cosa decide di fare il Governo? Di chiudere il portalone del turismo.

Geniale!

Nel corso degli anni i nostri politici ci hanno, purtroppo, fatto assistere alla nascita di decine, centinaia, migliaia di opere pubbliche, rimaste poi incomplete (od inutilizzate) ed ora in totale abbandono.

Ma i tempi sono cambiati: benvenuti nell’era del web, che se per gli altri stati significa futuro, progresso, sviluppo, nell’italietta vuol semplicemente dire un nuovo pozzo senza fondo per i (NOSTRI!) soldi pubblici.

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Oct 17

Monoscopio RAIVe lo ricordate? Ne sono passati di anni dal monoscopio RAI.

Eppure, leggendo le notizie di stamane, si ha la netta sensazione (per non dire la certezza!) che, da allora, la TV italiana sia rimasta ferma al palo.

Certo, sono nate le emittenti private, ma dal punto di vista tecnico e, soprattutto, dal punto di vista “scenari futuri” siamo fermi nei confronti degli altri Paesi.

La BCC, notizia di stamane, ha sottoscritto un accordo per trasmettere gratuitamente il proprio palinsesto attraverso gli hot-spot wifi dell’azienda The Cloud.

In questo modo “gli utenti potranno guardare un episodio della serie preferita sorseggiando un caffè o, se non è il momento, scaricarlo e vederlo più tardi“.

Utenti che, ricordiamo, a differenza dell’Italia possono collegarsi agli hot-spot gratuiti senza tanti problemi.

E nel Bel Paese?

Il Governo, pardon, “i Governi” investono milioni di fondi pubblici in una tecnologia nata morta: il digitale terrestre. Una tecnologia i cui primi esperimenti sono cosi’ soddisfacenti da costringere due delle principali emittenti della Valle d’Aosta, regione pilota insieme alla Sardegna per la sperimentazione, a tornare all’analogico!

Well done Italia! :(

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Rodney's Search Widget plugged in.