Jan 23

Obama logoNella giornata (serata, per noi) di martedi’ scorso, Barack Obama e’ diventato il 44esimo presidente degli Stati Uniti. Grandi cambiamenti ci si aspettano da lui, non solo in America ma, per un’economia sempre piu’ globale, nel mondo intero.

Tempo qualche minuto ed il primo cambiamento e’ arrivato: il sito della Casa Bianca e’ stato completamente rivisto dal punto di vista grafico, presentando un nuovo layout in puro “stile Obama“.

Ben piccola cosa rispetto ai grandi temi della recessione, della guerra in Afghanistan, della lotta al terrorismo, dell’impegno ambientale; tuttavia e’ un importante indicatore di quanto il web stia a cuore al Presidente. Gia’ si sapeva, e’ vero, ma per noi italiani, abituati a politici volta faccia che rinnegano i loro impegni e spergiurano i loro programmi pochi secondi dopo essersi abbarbicati ai loro scranni, la coerenza in politica e’ cosa piu’ unica che rara.

E che a Mr. Obama stia a cuore la rete lo si capisce ancor di piu’ andando a leggere quelli che sono i punti della sua agenda in ambito economico:

Expanding broadband across America, so that a small business in a rural town can connect and compete with their counterparts anywhere in the world

Capito? Internet e’ di vitale importanza non soltanto per gli smanettoni che passano la maggior parte della giornata incollati ai loro monitor o per i solitari che s’innamorano ogni sera in una chat diversa: internet e’ uno strumento di business d’una potenza inimmaginabile (soprattutto per i nostri politici!), in grado di proiettare i piccoli centri rurali nella new economy. Secondo il nuovo Presidente degli Stati Uniti, cioe’, internet puo’ contrastare: da un lato la poverta’ delle aree piu’ isolate, dall’altro l’esodo verso le grandi citta’, fenomeno portatore d’una miriade di problemi socio-economici che, come sempre, e’ meglio prevenire che curare.

E l’Italia? Resta a guardare :(

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Jan 08

Wifi logoCarissimi lettori, buon anno!

Anche se, a dire il vero, leggendo gli articoli IT dei giornali nostrani sembra che (PURTROPPO!) nulla sia cambiato.

Il decreto Pisanu contro il terrorismo, infatti, è stato prorogato sino al 31 dicembre 2009! E come ben sa chi ci segue regolarmente (parolone dati i nostri post a singhiozzo!), per gli italici netcitizens decreto Pisanu significa hot spot wifi piu’ unici che rari :(

In molti sostengono i vantaggi del decreto Pisanu per le indagini, anche per i reati connessi, per esempio, alla pedofilia, vero… ma a che prezzo: navighiamo nel fondo della classifica per numero di accessi pubblici WiFi! :-O

Nessuna nuova buona nuova? Non in questo caso :(

written by docpap

Dec 09

Quest’oggi non faccio nemmeno la fatica di scrivere: mi limito a re-indirizzarvi ad un ottimo articolo di Luca spinelli (”Internet spaventa chi ha paura del mondo“) che, su punto informatico, mette nero su bianco quanto andiamo dicendo in questo blog dall’alba dei tempi.

E le cose (in Italia!) non cambiano :(

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Dec 05

CensuraCome sempre in ambito IT, mentre il mondo va avanti, l’Italia va alla deriva :(

Il ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini ha deciso di aprire un proprio canale YouTube per, sue parole, “confrontarmi con voi sulla Scuola e sull’Universita’… accogliere idee, progetti, proposte, anche critiche”.

Bene, direte voi, finalmente i nostri “gerocrati” hanno deciso d’uscire dalla stanza dei bottoni per sporcarsi le mani con la realta’.

Purtroppo non e’ cosi’! Come sempre avviene nella politica italiana, infatti, parole ed azioni marciano su strade diverse, ultimamente addirittura opposte :(

Le critiche che il ministro dice di voler accettare (ovvero i commenti al suo canale) sono, in realta’, moderate. Ci sta’: in tanti (idioti) potrebbero indirizzare al ministro sterili volgarita’, tuttavia mi risulta che siano state preventivamente oscurate alcune critiche, assolutamente lecite, educate e, soprattutto, legali (chi si ricorda, di questi tempi bui, l’art. 21 della Costituzione Italiana?), come quella di cui sotto (di Massimo): scritta e mai apparsa nei commenti del canale.

“Questa parla di meritocrazia e poi va a fare l’esame a Catanzaro, dove la percentuale di abilitazione è del 94%. Spieghi i motivi.

E questa buffona osa parlare di meritocrazia?

Questo è il governo peggiore mai visto nella storia dell’Italia.”

Siamo sicuri che si tratti di moderazione e non di censura?

Del resto le illuminanti idee del nostro “giovanissimo” (e per questo tennnologggico) Premier in materia di “liberta’ digitali” non sono certo un segreto: controllare, controllare, controllare.

Purtroppo per noi gli fa eco il ministro dell’Interno Maroni che, notizia di oggi, vorrebbe introdurre l’IP unico per ogni utente al fine di “contrastare efficacemente la minaccia del terrorismo”.

Sono tornato da due giorni da Stoccolma e gia’ vorrei ripartire :(

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Oct 17

Playboy logoCarissimi lettori, con la cadenza di un bradipo (ovvero a quasi un mese dall’ultimo post!), eccomi nuovamente a voi.

Per parlare di? Di Playboy.

Tranquilli, frenate i bollenti spiriti e rivolgetevi altrove se siete in cerca di conigliette poco vestite ;)

Quello di cui vi voglio parlare oggi e’ la decisione presa dallo storico marchio di evolvere la sua diffusione verso forme piu’ attuali e moderne, ossia: l’abbandono del DVD a favore del web.

Tre le Major cinematografiche, la Vivid Video, la nostrana SIAE, … fa piacere leggere che, ogni tanto, un’industria del divertimento si ricorda che siamo nell’era di internet ed e’ molto piu’ proficuo farsi amici i netcitizen che lottare contro il nuovo che avanza.

Certo, la scelta di Playboy comportera’ un taglio di 80 posti di lavoro, ma si dimostrerebbe miope chi focalizzasse la propria attenzione sui tagli nel breve periodo. Se l’abbandono del supporto ottico comportera’ il sacrificio di 80 posti di lavoro, e’ parimenti vero che lo sbarco di Playboy nella rete significhera’, per forza di cose, nuovi posti in ambito IT: sistemisti, sviluppatori web, tecnici hardware, grafici, …

Come sempre, in natura, nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma: 80 posti “old economy” rimpiazzati da 80 (o forse piu’) posti nell’IT non modificano minimamente il bilancio occupazionale.

L’unico vero problema e’, a mio avviso, la scarsa voglia d’aggiornarsi (anche quando paga l’azienda!) dei dipendenti per stare al passo coi tempi.

Del resto “Chi si ferma e’ perduto” ;)

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Sep 22

EspanaNegli ultimi anni in tanti (politici, opinionisti, studenti e neo-laureati, ricercatori, … ) hanno guardato con interesse ed ammirazione alla crescita della vicina Spagna.

Bene, da oggi c’e’ un ulteriore motivo per guardare con ammirazione i nostri “vicini”: la tutela delle liberta’ digitali. E’ notizia di oggi, infatti, che un tribunale di Madrid ha (permettetemi di aggiungere: giustamente!) dichiarato legali, con sentenza definitiva, i link del P2P.

Riassumendo alquanto, la sentenza afferma che un link e’ un link, poco importa se, cliccandolo, riconduce a materiale protetto da copyright: pubblicarlo non costituisce reato.

Per chi non lo ricordasse stiamo parlando d’un Paese che, sino a pochi decenni fa (1975), viveva ancora sotto la dittatura militare del Caudillo Francisco Franco (una dittatura durata circa 40 anni!) e che, negli ultimi tempi, ha intrapreso una crescita, non solo economica, che lo sta trasformando in un Paese ben piu’ civile ed evoluto del nostro.

Sempre per chi non lo ricordasse, infatti, in Italia e’ ancora attiva la censura, che ha portato alla chiusura del blog di Carlo Ruta accusato, secondo una “attualissima” legge del 1948 (!!!), di stampa clandestina.

Sara’ forse un caso che la Catalogna (per citare una regine spagnola a caso) ha visto crescere la sua popolazione di un milione e 500mila abitanti negli ultimi 8 anni?

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Aug 29

hitmanFa scalpore la sentenza con cui, in questi giorni, un giudice del tribunale federale di San Jose’ ha ritenuto non responsabile VEOH (un servizio di video sharing simile a YouTube) di violazione del copyright per la pubblicazione, da parte dei suoi utenti, di alcuni filmati coperti dal diritto d’autore.

Ed io mi chiedo: ma perche’ deve fare scalpore una cosa (a mio avviso) cosi’ ovvia?

In Italia muoino 80.000 (OTTANTAMILA!) persone ogni anno a causa di incidenti automobilistici. La colpa e’ dell’industria automobilistica? Certo che no! La colpa e’ dell’incivilta’ degli automobilisti, della segnaletica carente, del non rispetto del codice della strada, della mancanza di controlli, dell’italico lassismo, delle manto stradale disconnesso, …

Se una pistola d’una nota azienda italiana viene usata per una rapina e, purtroppo, ci scappa il morto, la colpa e’ dell’azienda produttrice dell’arma? Certo che no! La colpa e’ del bullismo, della violenza in TV (dubito!), della smania di soldi facili, della societa’ dell’apparenza, …

Ed allora perche’ se nella societa’ reale vale il principio della responsabilita’, in internet (che altro non e’ che uno specchio della nostra societa’) questo principio non vale?

Se VEOH, YouTube, Google, Yahoo, Microsoft, Flickr, … offrono un servizio ai loro utenti, e’ lapalissiano che questo servizio sia neutro: ne’ buono ne’ cattivo. E’ colpa (e quindi responsabilita’) dell’utente se il servizio in questione viene usato in maniera illecita.

Non trovate?

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Rodney's Search Widget plugged in.