May 31

La FoneraForse non se ne avra’ a male Obama per la presa in prestito del suo slogan, ma sono veramente entusiasto della mia Fonera .

Per l’ufficio di Vilnius ho comperato a pochi spiccioli la piccola ’scatola di sigarette’ (perche’ e’ grossa uguale) che fa da router wi-fi .

Piccola, elegante, funziona bene.

Arrivato il pacco dopo circa 3 settimane di attesa, attacco subito la fonera allo switch dell’ufficio.

Attimo di panico. Si accende ma non funziona. No problem, un volantino scritto in inglese e spagnolo ti avverte: la fonera una volta agganciata al router od allo switch ci mette circa mezz’ora per autoconfigurarsi ed autoaggiornarsi .

Si, avete capito bene.

Poi, dopo che tutto e’ ok, si resetta, e vi trovate 2 reti wi-fi una “interna” per cosi’ dire, privata, solo per voi in dhcp o con ip fissi, e una aperta, “esterna” per i foneros che volessero agganciarvicisi.

Bello, tutto per 15 euro piu’ o meno… Direi che e’ un ottimo affare se volete avere il wi-fi per un ufficio o per casa senza che vi costi un occhio della testa. Ah, dimenticavo, il sistema operativo caricato e’ linux-based , e chi si iscrive al movimento fon, puo’ navigare utilizzando gli hot-spot degli altri foneros in giro per il mondo .

Take care! e fatelo anche voi.

May 22

GTA logoCi risiamo: i perbenisti-moralisti-bigotti-bacchettoni (ed aggiungo ignoranti-in-materia) del Bel Paese si scagliano nuovamente contro un videogioco ritenuto eccessivamente violento e diseducativo.

Il gioco in questione e’ il quarto episodio della fortunata saga GTA, serie che, secondo i “Grandi Esperti” di cui sopra, rischia di corrompere i nostri innocenti ragazzini.

Partendo dal presupposto che, come sottolinea Punto Informatico, non esiste nessun autorevole studio che confermi la relazione causa-effetto tra un videogioco violento e la violenza adolescenziale, pensare ad un ragazzino di 9-10 anni che passa i suoi pomeriggi chiuso in casa (magari con le tapparelle abbassate per creare l’atmosfera) a sparare virtualmente ai poliziotti, onestamente, spaventa anche il sottoscritto. Ma cio’ che mi spaventa non e’, logicamente, GTA IV, quanto il fatto che i genitori del piccolo player utilizzino il PC come una moderna baby sitter, piazzando il bambino davanti al monitor e chi s’e’ visto s’e’ visto.

Atteggiamento, per altro, ridondante visto che i bambini di oggi vengono spesso lasciati soli anche davanti al teleschermo, bombardati d’immagini violente provenienti da ogni parte del mondo (compreso il nostro Parlamento alla caduta del precedente Governo).

Ed invece di puntare il dito al cuore del problema, ovvero i genitori “che-non-vogliono-menate”, si spara a zero sulla croce rossa, l’indifeso GTA IV.

Guido l’auto da quasi 17 anni, incidenti all’attivo? Zero! Multe prese? Zero! Eppure mi sono divertito come un matto a falciare vecchiette e spiaccicare pedoni in Carmageddon, un titolo a suo tempo “attaccato dalle pietre dei senza peccato”.

Sono ligio ai limiti di velocita’, rispetto le precedenze e la segnaletica varia, non effettuo sorpassi azzardati, sono tra i pochi che frenano (sempre!) in prossimita’ delle strisce pedonali per far attraversare i pedoni, eppure … eppure, ripeto, ho goduto come un pazzo nel falciare decine e decine di pedoni con la mia auto infernale.

Il tutto nella sicurezza del mondo virtuale.

La censura italiota non e’ abbastanza intelligente da capire quanto sopra.

Non solo, ma non e’ nemmeno abbastanza intelligente da capire che, nella rete, ogni tentativo di limitazione delle liberta’ individuali si risolve (fortunatamente!) in un nulla di fatto o, addirittura, in un effetto contrario. Quanti ragazzi, magari scarsamente interessati alla saga GTA, s’avvicineranno ad essa con morbosa curiosita’ in seguito all’anatema della Codacons?

Senza parlare del fatto che, nel caso (purtroppo non remoto in un paese come l’Italia) in cui le lamentele dei “Grandi Esperti” riuscissero nel loro intento, gli italici adolescenti, senza battere ciglio, si sposterebbero dagli scaffali del negozio a “quelli” del p2p, con un’evidente danno per il settore videoludico.

May 13

Marco Travaglio - fonte formiche.netLa questione di Travaglio-Schifani mi porta a fare delle rifessioni che travalicano il giornalismo e arrivano alla questione di opportunismo.

Beppe Severgnini, amico di Travaglio e suo collega ai tempi di Montanelli, in una bella risposta sul Corriere ravvisa che, Travaglio spesso sia poco opportuno con le sui uscite e dice tra le altre cose:

Possiamo sempre dire quello che ci passa per la testa? Forse sì. Dobbiamo farlo? Marco, Beppe Grillo e Sabina Guzzanti pensano di sì. Io dico, invece, di no. Possiamo farlo (quindi, abbasso la censura); ma non DOBBIAMO farlo.

Ed ancora: “Quando parlo all’estero, ogni volta che nomino Berlusconi, devo ricordare che recentemente ha definito «eroe» un condannato per mafia (Mangano)? Posso farlo, se l’argomento è la criminalità organizzata o se mi rivolgono una domanda nel merito.
Ma Berlusconi ha fatto anche altre cose - per fortuna - ed esordire con una affermazione così, per quanto vera, sarebbe discutibile. L’uomo è stato votato dalla maggioranza dei miei concittadini, è il mio primo ministro: lo posso criticare, ma perché accanirmi ogni volta che vedo un microfono? Per lo stesso motivo un giornalista americano, anche se non ama Bush, non esordisce sempre citando il numero di morti in Iraq o gli amici in affari o i problemi con l’alcol in gioventù

Sara’. Ma la mia perplessita’ rimane: quando allora uno deve dire le cose che ritiene vere? quando non lo ascolta nessuno? Quando la tivu’ e’ spenta?

Faccio un parallelo con la mia professione: sono un consulente informatico e mi capita di avere clienti che mi dicono “ah, ma lei non e’ capace di gestire il cliente” semplicemente perche’ metto nero su
bianco o dico apertamente al cliente stesso che certe cose in informatica non si fanno e se si fanno si sbaglia. (spesso con eventi catastrofici come la perdita di dati importanti, e succede spesso.)

Eppure, il cliente mi paga per dirgli certe cose e pagandomi richiede lui stesso di dirgli la verita’. Dovrei mentirgli? Indorare la pillola? Usare un metodo piu’ persuasivo? Fare piu’ giri di parole? Gufare che perda i dati di cui non ha fatto il backup?

E se facessi cosi’, quale sarebbe la distinzione tra un buon ed un pessimo consulente? E’ questa la chiave per fare carriera? (o per avere tanti soldi?)

Sono molto, ma molto perplesso rispetto a certe affermazioni di opportunismo.

Forse se avessimo meno opportunisti, avremmo meno ipocriti e meno vigliacchi in giro.

Le societa’ ne trarrebbe indubbi vantaggi.

Rimane comunque sempre la domanda: ma quello che va’ dicendo Travaglio (citando un libro di Lirio Abbate) e’ vero o no? Insomma, in soldoni, Schifani e’ stato o no socio di questa gente? E che rapporti ha intrattenuto negli anni con loro e con i loro amici?

Al di la’ del contesto in cui sono state poste: sono domande inopportune?

May 05

EurosIn questi giorni dilaga la questione relativa alla dichiarazione dei redditi dei contribuenti italiani pubblicate, per scelta del Ministero delle Entrate, in rete.

Chi ha gridato allo scandalo, chi ha tacciato il vecchio Governo d’aiutare il crimine organizzato, chi si e’ appellato al Garante della privacy, chi, senza una sentenza in merito, afferma di voler chiedere un risarcimento allo Stato Italiano.

Tutto questo perche’? Perche’ e’ stato digitalizzato un servizio che, dal lontano 1973, e’ gia’ a disposizione di qualsiasi cittadino. Avete letto bene: chiunque puo’ recarsi presso lo sportello d’un qualsiasi Comune e chiedere di visionare la dichiarazione del sig. Tal dei Tali. Semplice, veloce e, soprattutto, legale.

Quello che, personalmente, mi sconcerta e’ la consuetudine tipica italiana di nascondere il piu’ possibile il reale guadagno, salvo poi manifestarlo (indirettamente) tramite gli acquisti/consumi (casa, auto, viaggi, cellulare, ADSL, Sky, …).

Perche’? Per un motivo molto semplice: la scarsa (per non dire nulla!) fiducia del cittadino nei confronti dello Stato-Padrone.

Eppure nei paesi civili (e sottolineo civili!) il proprio guadagno e’ la cartina di tornasole delle proprie capacita’ professionali: lavoro bene quindi guadagno. Perche’ nasconderlo? Forse perche’ il concetto di meritocrazia e’ qualcosa di sconosciuto o, peggio, di misterioso (e quindi pericoloso!) nel Bel Paese?

Qualunque sia il motivo, se la rete puo’ aiutarci nell’uscire dal baratro del principio del “vecchio mio” (leggasi clientelismo), dicevo se il web puo’ aiutarci a sconfiggere questa piaga sociale che sta pian piano affondando il Paese ben venga!

May 03

Nokia 6300iLa Nokia, societa’ finlandese nota per i suoi cellulari che rimangono nei top seller per mesi e mesi, ha deciso un’importante cambio di rotta, portare il Voip sui cellulari di fascia bassa.

Ha infatti annunciato la versione wi-fi del 6300 il 6300i.

Altre carattestiche di questo nuovo prodotto Nokia sono, la scocca realizzata in acciaio inox, una fotocamera da due megapixel, un lettore di musica mp3 e una radio FM. La memoria del telefono e’ anche espandibile tramite uno slot micro-SD.

Il 6300i dovrebbe essere rilasciato sul mercato nel secondo trimestre del 2008 con un costo che si aggira intorno ai 175€.

Il fatto che Nokia abbia introdotto il Voip anche nei cellulari relativamente Low-Cost, potrebbe portare ad una svolta nell’espansione del Voip sul mercato consumer.

Che dire? Iinstallate Fring! e buona telefonata (gratis) a tutti.

Apr 23

Skype logoBeata libera concorrenza e, soprattutto, beata globalizzazione.

Per quanto recalcitranti ed agguerrite, le lobby di potere italiane devono finalmente vedersela con la concorrenza vera, la globalizzazione, infatti, le sta traghettando verso un campo di gioco in cui le regole del nostro (patetico) cortiletto (monopolio Telecom, SIAE, canone RAI, …) non valgono.

Grazie alla concorrenza a, soprattutto, grazie all’avvento del VoIP, per esempio, le tariffe telefoniche ed i canoni di abbonamento ADSL sono crollati.

Non e’ raro, ormai, imbattersi in “super offerte” che propongono tariffe ADSL/voce flat per una manciata di euro.

Ed il VoIP che fa? Rimane a guardare?

Certo che no, perlomeno non Skype che, a sua volta, lancia tre piani flat:

  • Senza limiti Uno: chiamate verso i numeri di rete fissa di una nazione a scelta per 3,39 euro al mese.
  • Senza limiti Europa: chiamate verso i numeri fissi di 20 Paesi europei per 4,54 euro al mese.
  • Senza limiti Mondo: chiamate verso i numeri fissi di 34 Paesi nel mondo, per 10,29 euro al mese.

Che dire: “C’e’ vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti” (Henry Ford - 1863 – 1947).

Apr 06

Google girlE’ di non tanto tempo fa’ la notizia che Google ha partecipato all’asta (senza peraltro vincerla) per accaparrarsi delle licenze televisive.

Oddio anche Google TV adesso? No, niente di tutto cio’.

L’idea e’ gia’ stata ribattezzate wi-fi 2.0

La pensata nascerebbe dal passaggio dei programmi televisivi dalle consuete onde VHF e UHF al Digitale Terrestre, che dovrebbe essere ultimato negli USA nel mese di febbraio 2009: anche di fronte agli interrogativi legati alle interferenze, Google si dice certa di poter risolvere il problema in un modo o nell’altro, forte dell’appoggio di altre 2 grandi compagnie come Dell e Microsoft.

I vantaggi portati dall’attuazione dell’idea sarebbero innanzitutto quello di garantire un livello di raggiungibilita’ dalla banda larga a grandissima parte del territorio, problema che ancora affligge diverse realta’ come per esempio quella italiana, oltre ad un sensibile incremento della banda stessa disponibile per le comunicazioni, visto che si parla di Gbit/s invece dei Mbit/s ai quali ormai siamo abituati.

Nonostante si tratti per ora solo di un progetto in stato embrionale, Google ha dichiarato di essere al lavoro sulla creazione di dispositivi in grado di trasmettere dati sulle onde TV, il che lascia pensare soprattutto ad una versione apposita di Android: possiamo star certi che in futuro sentiremo altre notizie in merito.

Stay tuned, vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Rodney's Search Widget plugged in.